Il governo ci ipoteca fino al 2040 con 141 miliardi in armi.
Marco Grimaldi: “Tre anni di crollo della produzione dipendono dall’assenza di una politica industriale.
Il Governo festeggia la crescita del Pil all’1% per il 2026, ma prevede già lo 0,8% nel 2027, lo 0,9% nel 2028 e lo 0,8% nel 2029. È stagnazione.
Un Paese non può distribuire incentivi senza chiedere nulla in cambio. Ogni euro pubblico deve creare lavoro stabile, salari dignitosi, innovazione e riconversione ecologica.
Invece i salari reali sono calati dell’8% dal 2021, i peggiori d’Europa. 5,7 milioni in povertà assoluta, 5,8 milioni che rinunciano a curarsi, un italiano su sei rinuncia a condizionatore e riscaldamento. Paghiamo le bollette più alte d’Europa perché restiamo inchiodati al fossile.
Volete lo scostamento? Usatelo per fotovoltaico, eolico, idroelettrico, accumuli, batterie, reti e riqualificazione edilizia.
E poi c’è il più grande incremento di spesa militare di sempre: il 73% della spesa per i programmi d’arma è dopo il 2027. Ci avete vincolati per 15 anni a oltre 100 miliardi in armi. Un bilancio ipotecato per l’economia di guerra fino al 2040.
Intanto si nega ogni redistribuzione.
Noi proponiamo di cancellare i tre scaglioni dell’Irpef e il 43% dopo i 50mila euro, con una funzione continua. Restituiremmo 100 euro al mese al ceto medio. E potremmo farlo tassando lo 0,1% più ricco.
Non chiediamo elemosine, chiediamo di limitare e tassare i ricchi.
Voi lo chiamate esproprio, noi restituzione. È tempo di disturbare i rapporti di proprietà”.