Youssef, “una testa di sedano dietro una faccia da pirla”.
Vincenzo De Luca: “Vedete, l’Italia è diventata ormai un grande cabaret sulle cui scene troviamo personaggi sempre nuovi. C’è una grande creatività in Italia. Youssef Siher.
Quando ci hanno comunicato che avevano individuato un soggetto che diffondeva online messaggi idioti, tutti quanti noi abbiamo pensato: si è trovato il capo dei guerriglieri.
A un certo punto ci arriva un’immagine. In questo caso l’Autorità Garante per la Privacy è stata silente. Abbiamo visto immagini diffuse a migliaia e tutti zitti. L’Autorità Garante per la Privacy in Italia si interessa solo di quelli che vanno a sversare i rifiuti di notte, quelli sono tutelati pienamente. In questo caso immagini, registrazioni, video a ruota libera.
Bene, arriva la notizia che hanno individuato il sito da cui partivano messaggi irresponsabili, incitazioni alla violenza. E questo è un reato. Arriva questa immagine e ci si presenta Youssef. Cioè abbiamo visto, come dire, una testa di sedano, diciamo così, dietro una faccia da pirla, con due baffetti a coda di topo appesi al nulla.
Non vi racconto la mia delusione, ma mi aspettavo… Madonna santa, ho visto questo tipo tutto denutrito, deperito, emaciato, macilento. Ma che è questa cosa?
Io avevo ancora in testa le immagini di tanti anni fa che ci hanno accompagnato nella nostra gioventù. Avevo ancora l’immagine affascinante di Che Guevara, avevo ancora in testa il canto che accompagnava l’immagine di Che Guevara, i celebri versi in spagnolo di “Hasta Siempre”.
Siamo passati da Che Guevara a Youssef. Ci dobbiamo definitivamente convincere che i tempi sono cambiati. Non solo non ci sono più le mezze stagioni, ma non ci sono più neanche i rivoluzionari: abbiamo queste mezze pippe.
Bene che sia stato liberato questo soggetto denutrito, malnutrito, emaciato. Io ho pensato che se stava un’altra giornata al buio lì, questo ci rimaneva sotto. Non lo avremmo più trovato, sarebbe evaporato per come l’ho visto trasparente. Youssef, bene che sia stato liberato.
Però vorrei dire con un po’ di ironia ai ragazzi: state attenti, perché come rivoluzionario è una mezza pippa, ma questo non vuol dire che non sia un soggetto pericoloso.
State attenti. Youssef, da come l’ho visto io, è uno degli eredi, dei nipotini di quel personaggio di Pirandello che si chiamava Rosario Chiarchiaro. Attenti. Pericoloso non per la carica rivoluzionaria, ma per il potere occulto di cui è dotato. Voi l’avete guardato bene questo?
Mi raccomando, cari ragazzi, non lo invitate alle manifestazioni. Con questo passate un guaio, è sicuro”.