Vincenzo De Luca: “Devo dire che, rispetto alle due questioni che hanno occupato il dibattito pubblico (la vicenda dell’uccisione del cittadino marocchino Fakir e la vicenda del gioielliere Roggero con il suo arresto), la sensazione, per dirla in termini molto sintetici, è che in queste vicende possiamo registrare una conclusione incontestabile: la solitudine dei cittadini e la solitudine delle forze dell’ordine.
Abbiamo avuto due vicende che sono di assoluta anomalia, non normali neanche dal punto di vista della cronaca giudiziaria, e abbiamo assistito a un dibattito calcolato su queste situazioni del tutto anomale.
Anomala la situazione della legittima difesa, perché avevamo un cittadino che ha esercitato quella che a suo dire era un’azione di legittima difesa fuori dal locale in cui esercitava le funzioni di gioielliere, uccidendo due rapinatori.
Anomala la vicenda che ha riguardato Fakir, un cittadino che aveva problemi di disagio mentale e che era in una condizione di totale anomalia e incontrollabilità, anche personale.
Allora, perché la condizione di solitudine dei cittadini e delle forze dell’ordine? Perché né le forze di governo né le forze di opposizione sono all’altezza dei propri compiti.
Le forze di governo affrontano il tema della sicurezza come se venissero dalla Polinesia.
Quando si governa per quattro anni un Paese, si ha il dovere di rendere conto di quello che si è fatto.
Se la situazione della sicurezza nel nostro Paese presenta aspetti di forte criticità, i primi che dovrebbero rendere conto della propria azione sono quelli che governano il Paese.
La sicurezza è un compito primario del governo nazionale e del Ministero dell’Interno.
Ci capita di ascoltare esponenti di governo che parlano come se fossero turisti capitati qui per caso.
Gli agenti delle forze dell’ordine vivono una condizione di profondo disagio dal punto di vista numerico, finanziario e della tutela più generale. Questa è la verità. C’è ancora un uso politico delle vicende giudiziarie.
Mi domando: perché non si riesce a stroncare questo fenomeno delle aggressioni intollerabili alle forze dell’ordine?
Chi risponde del fatto che aggressioni anche violente, ripetute innumerevoli volte, non producano alcun arresto? Non è possibile.
Non devo rispondere io di questa anomalia.
I cittadini vivono nelle aree urbane in una condizione di totale solitudine. Sanno che se mettono mano al telefono per una qualunque questione al 112, la risposta nove volte su dieci è che non ci sono uomini disponibili, non ci sono pattuglie. Questo da chi dipende?
L’opposizione non è da meno in termini di responsabilità.
Io non ho ancora capito che cosa proponga l’opposizione per cercare di migliorare la situazione. Vorrei anche suggerire agli esponenti dell’opposizione di farla finita con queste sceneggiate a cui si assiste nel dibattito parlamentare, con i cartelli esposti…
Ma veramente si pensa di guadagnare voti esponendo i cartelli e facendo queste operazioni da circo equestre? Per cortesia, facciamola finita.
Non ho ancora letto di una proposta concreta per contrastare la criminalità urbana.
Continuo a registrare una difficoltà, da parte delle forze di opposizione, a capire i tempi della vita delle persone.
I cittadini normali hanno bisogno di risposte oggi, non quando avremo fatto l’integrazione delle fasce deboli, l’integrazione degli extracomunitari o l’integrazione universale.
Io, padre di famiglia, ho il diritto di stare tranquillo quando mia figlia esce di notte e voglio che torni a casa in piena tranquillità.”