Dal 21 settembre la sanità costa di più.
Beatrice Lorenzin: “Mentre Giorgia Meloni moltiplica i proclami sentendosi già in campagna elettorale, c’è qualcosa che non dice agli italiani: dal 21 settembre la sanità si paga di più.
Con l’entrata in vigore del nuovo tariffario nazionale sono aumentate le tariffe di 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale. E l’aumento non resta soltanto sulla carta: per i cittadini non esenti, per alcune prestazioni e a seconda delle regole regionali, significa un ticket più alto.
In altre parole: mentre il Governo promette di farvi risparmiare domani, oggi curarsi può costare di più.
Di questo, però, nessun annuncio. Eppure accade in un Paese in cui nel 2024 5,8 milioni di persone hanno rinunciato ad almeno una visita o a un accertamento diagnostico di cui avevano bisogno. Quasi una persona su dieci. E il 5,3% della popolazione ha rinunciato per motivi economici.
Numeri che raccontano una realtà concreta: quando il Servizio sanitario nazionale non riesce a garantire una prestazione in tempi adeguati, chi può paga. Chi non può aspetta. E troppo spesso finisce per rinunciare.
È qui che si misura la distanza tra gli annunci del Governo e la vita reale delle persone.
Giorgia Meloni preferisce raccontare agli italiani quello che forse pagheranno di meno domani. Noi continueremo a chiederle conto di quello che sono costretti a pagare di più oggi.
Perché il diritto alla salute non può dipendere dal conto in banca. E su questo il silenzio del Governo è assordante”.