La salute è una questione di sicurezza nazionale.
Beatrice Lorenzin: “Perché quando un Paese non riesce a garantire il diritto alle cure, a indebolirsi non è soltanto il suo sistema sanitario, ma anche la sua economia e la sua tenuta sociale.
Il Servizio sanitario nazionale e il welfare sono pilastri fondamentali della coesione sociale e della tenuta democratica del Paese. Eppure, mentre aumentano i bisogni di una popolazione che invecchia, crescono le malattie croniche e il disagio psicologico, manca ancora una strategia di lungo periodo.
La Corte dei conti ha evidenziato come le liste d’attesa siano ormai un problema strutturale e come le misure del Governo abbiano prodotto risultati insufficienti.
Anche le risorse della prossima manovra lo sono. Il Documento programmatico di bilancio indica per la sanità un impatto sui saldi di circa 2,4 miliardi di euro, senza ancora definire gli stanziamenti effettivi.
Anche ipotizzando 3,4 miliardi complessivi di risorse aggiuntive per il 2027, resteremmo lontani dai 6,8 miliardi richiesti dalle Regioni.
Ma non è soltanto una questione di risorse. Servono riforme, personale e una strategia che tenga insieme sanità, welfare, formazione e ricerca.
La domanda a Giorgia Meloni è semplice: dov’è il piano per trattenere medici e infermieri, rafforzare l’assistenza territoriale e garantire risposte sulla salute mentale e sulla non autosufficienza?
Dopo quattro anni di governo servono finanziamenti stabili, obiettivi verificabili e scelte politiche chiare.
Continuare a galleggiare significa scaricare sulle Regioni e sulle famiglie il costo dell’assenza di una strategia, mentre il diritto alla salute rischia di dipendere sempre di più dal reddito e dal luogo in cui si vive”.