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Di Battista e Sgarbi, due vicende oltre le maschere della vita pubblica

11 ore fa

Di Battista e Sgarbi, due vicende oltre le maschere della vita pubblica.

Vincenzo De Luca: “Vorrei fare riferimento a due vicende umane che ci aiutano, secondo me, a ritrovare la dimensione della vita normale, a tornare un po’ con i piedi per terra e a ritrovare alcuni valori di fondo.

Mi riferisco alla vicenda di Alessandro Di Battista e di Vittorio Sgarbi. Sono due personalità diverse, ovviamente, due uomini diversi.

Alessandro Di Battista ha riferito in maniera molto semplice, in una trasmissione televisiva, di dover affrontare il problema di un tumore al cervello.

Ne ha parlato presentandosi con il volto di un essere umano nella sua condizione di maggiore fragilità, ma anche con la consapevolezza e il coraggio di un uomo che affronta vicende difficili della vita che possono toccare ognuno di noi.

A volte parlare di tumore nel nostro Paese crea ancora imbarazzo, remora. Alessandro Di Battista ne ha parlato e credo che, ancora una volta, con questo suo gesto abbia meritato il nostro rispetto, il nostro affetto e la nostra solidarietà.

Gli auguro davvero con tutto il cuore, credo come tanti nostri concittadini, di poter affrontare nel modo migliore questa sua avventura e di superare i problemi.

Mi hanno fatto molto piacere anche le parole che egli ha adoperato per i medici cubani. Cuba è una terra alla quale tanti di noi sono legati profondamente e dove, nonostante l’aggressione criminale di Trump e degli Stati Uniti d’America, cinquant’anni e più di isolamento e di sanzioni, vi è un sistema sanitario di altissimo livello.

I medici che lo hanno avuto in cura hanno fatto davvero miracoli: pur avendo dovuto operare in condizioni disperate, hanno espresso una professionalità incredibile.

Tornando ad Alessandro Di Battista, mi colpisce l’immagine di un personaggio pubblico che si presenta senza maschera, nella sua umanità.

E così Vittorio Sgarbi: un personaggio creativo, squinternato per tanti versi, che ha vissuto di eccessi, ma anch’egli con una caratteristica: quella di essere un uomo libero.

Lo abbiamo incontrato parecchie volte, abbiamo avuto delle iniziative con lui nella mia città. Lo ricordo nella sua immagine irridente, trasgressiva, provocatoria.

Ho provato una grande tristezza nel vedere le ultime immagini che ci proponevano un Vittorio Sgarbi piegato su se stesso, sofferente per anni di malattia.

Anche a lui vorrei fare, nella maniera più semplice possibile, i migliori auguri di ristabilimento e di guarigione. La sua è una sfida difficile che dura da anni, e mi auguro davvero che possa vincerla.

Viviamo in una società nella quale ai giovani si insegna non a esprimere il proprio pensiero, ma a nasconderlo.

I gruppi dirigenti e il mondo politico insegnano ai giovani l’opportunismo, la paura della libertà: prima di parlare, calcolare quello che può essere di vantaggio o può danneggiare. Che tristezza.

Giovani generazioni educate alla vigliaccheria personale, all’opportunismo o, in qualche caso all’opposto, alla presunzione propagandistica.

Queste immagini rappresentano invece lo spirito di libertà, costi quel che costi”.

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