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La logica dell’accoglienza presuppone misure di sicurezza efficaci e dure

16 ore fa

La logica dell’accoglienza presuppone misure di sicurezza efficaci e dure.

Vincenzo De Luca: “La linea di azione che credo dovremmo avere è questa: dobbiamo essere duri, inflessibili, molto più di quanto non siamo nei confronti dei delinquenti e di quella componente di extracomunitari che incide in una percentuale non tollerabile.

Ci sono delinquenti pure italiani, sia chiaro, ma se abbiamo una percentuale del 70% di non italiani, c’è un problema.

Dobbiamo garantire innanzitutto la sicurezza alle nostre famiglie oggi: nelle stazioni, nei quartieri, rispetto allo spaccio di droga.

Qui non si scherza: nessuna tolleranza, nessun opportunismo. Quando nelle nostre città abbiamo parchi urbani nelle mani degli spacciatori, dei delinquenti, dei maranza, bisogna intervenire militarmente.

Bisogna metterli in condizione non solo di non esercitare attività criminali, ma neanche di muoversi nei nostri parchi. Questo vuol dire anche modificare alcune leggi dello Stato che oggi non consentono di condurre un’adeguata azione di sicurezza.

A Salerno abbiamo costituito un nucleo operativo per la sicurezza, il N.O.S., nell’ambito del corpo della Polizia Municipale.

Credo sia un’esperienza unica in Italia: abbiamo una quindicina di agenti volontari impegnati esclusivamente sul tema della sicurezza e sul contrasto allo spaccio – a volte coprendo uno spazio che spetterebbe più alle forze dell’ordine statali che alla municipale -, sul contrasto ai parcheggiatori abusivi, sul sequestro di moto con marmitte sfondate a imbecilli che fanno le corse, sulla vendita di merce contraffatta e sullo stop alle piazze occupate.

Questo lavoro sul campo deve essere accompagnato da modifiche legislative. Quando fermi un giovanotto che spaccia, vende prodotti contraffatti o fa il parcheggiatore abusivo, cosa succede concretamente? Gli fai la multa e non la paga. Gli fai il Daspo con l’allontanamento, e scopri che l’allontanamento vale per un singolo quartiere e non per l’intera città.

Se il giorno dopo torna nello stesso posto, cosa accade? Niente, si fa un’altra denuncia.

Dobbiamo cambiare le norme: se hai un Daspo e non puoi mettere piede in quel quartiere o in quella città, alla seconda violazione devi andare in galera, punto. Altrimenti anche le forze dell’ordine restano del tutto disarmate.

Sicurezza e serenità per le nostre famiglie sono la precondizione per svolgere un altro lavoro altrettanto essenziale: quello del dialogo e dell’inserimento progressivo delle altre componenti etniche nel nostro Paese.

Le due cose devono camminare insieme, altrimenti diventa complicato parlare di solidarietà, umanità e accoglienza se le condizioni di base della sicurezza dei cittadini non vengono garantite”.

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