Andrea Crisanti: “Oggi la maggioranza ha approvato una legge delega che ripropone l’utilizzo dell’energia nucleare in Italia.
Un provvedimento completamente destituito di basi scientifiche, che aumenta i rischi per l’ambiente e non assicura nessuna indipendenza energetica al nostro Paese, né a breve né a lungo termine.
Se consideriamo le riserve di uranio attualmente censite nel mondo e il consumo annuo di questo materiale, scopriamo infatti che la sua prospettiva di utilizzo è pari a circa 70 anni, del tutto simile a quella del petrolio (55 anni).
Una prospettiva ancora più ridotta se pensiamo che, per far funzionare le centrali ipotizzate, ci vorranno almeno 10-15 anni.
È chiaro che, a fronte di questi dati, il ritorno del progetto nucleare è del tutto ingiustificato.
Trovo tuttavia ancora più sconcertante che l’esecutivo non abbia nemmeno previsto risorse da investire nella ricerca sui generatori di nuova generazione, che consentirebbero quantomeno l’utilizzo dell’uranio 238 (invece dell’uranio 235), enormemente più diffuso e capace dunque di garantire una prospettiva di utilizzo infinitamente maggiore.
Oggi il governo ha scelto di investire una quantità gigantesca di risorse in una tecnologia che è destinata a sparire. Noi abbiamo votato convintamente contro questo sperpero di risorse pubbliche”.
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