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31 Ottobre 2020
Ultima pubblicazione: 31 ottobre 2020 17:27:37
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Dal mondo

“SFINIMENTO DA COVID”, ECCO CHI NE È AFFETTO

“Sfinimento da Covid”, ecco chi ne è affetto.

Dopo mesi di paura e sacrifici, il coronavirus continua ad accompagnarci in questo tragico 2020.

Mese dopo mese, le persone avvertono sempre più l’insofferenza nei confronti di una situazione che è ormai diventata la quotidianità. 

A chi non è capitato, soprattutto dal periodo estivo in poi, di incontrare persone che alzano e abbassano la mascherina o che la portano al braccio, incuranti delle disposizioni del governo.

Mettendo da parte le idee negazioniste che si fanno sempre più strada sui social e non solo, l’Organizzazione mondiale della sanità parla di un vero e proprio fenomeno psicologico: “lo sfinimento da Covid”, uno stato d’animo, a quanto pare, largamente diffuso. 

A parlarne è Hans Kluge, responsabile europeo dell’OMS, che ha sottolineato come l’impatto emotivo del Covid non si traduca solo in fenomeni depressivi, ma anche in una sorta di stanchezza generalizzata verso tutte quelle regole che, anche se necessarie, rendono la nostra vita di tutti giorni decisamente meno piacevole.

Kluge scrive nel suo documento: “sulla base dei sondaggi dei Paesi europei, vediamo senza sorprenderci che la stanchezza dei cittadini sta aumentando”, poi aggiunge, “abbiamo pagato un prezzo straordinario e tutti siamo sfiniti, indipendentemente da dove viviamo e cosa facciamo. In questa situazione è facile e naturale sentirsi apatici e demotivati”. 

Ed ecco perché anche chi nei mesi scorsi rispettava ligio le regole, ora si lascia andare in comportamenti poco responsabili, come appunto mettere e togliere la mascherina o non rispettare le distanze di sicurezza.

L’insofferenza a rispettare le limitazioni imposte, sarebbe una risposta naturale dell’individuo alla situazione di emergenza che il mondo sta vivendo; quindi, se all’inizio si è ceduto ad una sorta di istinto di sopravvivenza, ora, dopo quasi 8 mesi, si sta scivolando nella demotivazione e nell’apatia. 

Dai sondaggi effettuati, sembra che lo “sfinimento da Covid” riguardi, in alcune nazioni, quasi il 60% della popolazione.

Tra le cause, sembra esserci il diverso modo in cui oggi si percepisce l’emergenza: da un lato, la minaccia del virus è meno sentita rispetto alla fase del lockdown, ma dall’altro si avverte il peso di tutte le perdite economiche, sociali e personali, generate dalla pandemia. 

Sicuramente questo fenomeno va arginato; infatti, le conseguenze di questo rifiuto delle regole, sono più gravi di quanto possa sembrare, soprattutto in un momento in cui sono proprio i comportamenti individuali ad essere essenziali.

Per fronteggiare il problema, l’OMS ha redatto un documento in cui vengono indicate ai governi delle possibili strategie, che vanno dal coinvolgimento delle comunità, al sostegno di iniziative creative che possano soddisfare, nel rispetto delle misure di sicurezza, le esigenze degli individui.

Dobbiamo essere creativi e coraggiosi. Rispondiamo ai nostri bisogni con metodi innovativi.” Afferma Kluge.

Per coordinare queste iniziative, l’OMS istituirà un forum permanente che, tra le altre cose, metterà a punto le regole da seguire durante le prossime feste. 

In Danimarca, per esempio, sono stati coinvolti degli studenti perché proponessero dei protocolli in grado di preservare la loro esperienza scolastica, proteggendo allo stesso tempo la comunità; in Germania, il governo ha consultato diversi psicologi per cercare di capire quanti e quali divieti la popolazione sarebbe disposta ad accettare.

Sicuramente, questi Paesi dimostrano come debba essere in parte il governo ed in parte la comunità stessa a trovare delle soluzioni che possano permettere la ripresa di una quotidianità quanto più simile a quella a cui siamo abituati; anche se in questo momento storico la situazione psicologica della popolazione sicuramente non è tra le priorità, è proprio il benessere mentale del singolo che può aiutare a preservare la propria salute e quella del prossimo.

Kluge ricorda: “supereremo la crisi se avremo coraggio ed empatia. La risposta al Covid non può essere solo medica, dovremo ascoltare e incontrare tutti i bisogni della popolazione in modo diverso da come abbiamo fatto fino ad ora”.

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