19.4 C
Comune di Avellino
25 Giugno 2026
Ultima pubblicazione: 24 giugno 2026 15:56:44
Impresa Diretta
Image default
Senza categoria

RISVEGLIATI ANTICHI MICROBI SU FONDALE MARINO

Risvegliati antichi microbi sul fondale marino.

Un team di scienziati giapponesi e americani ha rianimato con successo, grazie al cibo adatto e ossigeno, dei microbi rimasti inattivi sui fondali marini da milioni di anni, fin dall’età dei dinosauri. 

Questa ricerca ha permesso di scoprire quanto potere di sopravvivenza hanno alcune specie più primitive della Terra, che resistono anche decine di milioni di anni con pochissime quantità di ossigeno e cibo.

I microbi erano sommersi da un’enorme massa d’acqua, sotto una pressione tale da permettere la formazione di fossili, ma questi organismi erano vivi.

“Sapevamo che c’era vita nei sedimenti profondi in prossimità dei continenti dove c’è molta materia organica sepolta”, scrive il dott. Steven D’Hondt geo-microbiologo presso l’Università di Rhode Island, “ma quello che abbiamo scoperto è che la vita si estende nell’oceano profondo dal fondo del mare fino al substrato roccioso sottostante”.

L’analisi dei campioni è stata portata vanti da un team di ricercatori dell’Agenzia giapponese per la scienza e la tecnologia marina-terrestre, che ha raccolto i sedimenti depositati sul fondo del Pacifico meridionale.

Si pensava che il terreno dal quale sono stati prelevati i microbi, avesse una quantità irrisoria di nutrienti nei suoi sedimenti, rendendola un luogo del tutto inadatto al mantenimento della vita per millenni.

Anche nei sedimenti più vecchi dove sono stati prelevati i campioni, il team di ricercatori è riuscito a “svegliare” quasi tutti i microrganismi, fino al 99 percento della comunità microbica originale.

L’autore principale dell’esperimento, Yuki Morono ha affermato:

Quando li ho trovati, ero inizialmente scettico sul fatto che i risultati fossero dovuti a un errore o a un fallimento dell’esperimento. Ora sappiamo che non esiste un limite di età per gli organismi del fondale marino”.

Le tracce di ossigeno dei sedimenti hanno permesso ai microbi di rimanere in vita consumando un quantità irrisoria di energia, livelli energetici che sarebbero troppo bassi per sostenere i microbi di superficie. 

I microbi, i batteri a altri tipi di microrganismi, hanno la capacità di sopravvivere nei luoghi meno ospitali del nostro pianeta; Monoro ha affermato:

A differenza di noi, i microbi aumentano la loro popolazione in base alle divisioni cellulari, quindi in realtà non hanno il concetto di durata della vita”.

POST CORRELATI

66 ANNI, 151 FIGLI E 16 MOGLI. IL SUO LAVORO E’ IL SESSO

Giuseppe Vincenzo Battista

USA: “PERSEVERANCE” E’ ATTERRATO SU MARTE

Giuseppe Vincenzo Battista

2 ANTICORPI RIDUCONO IL RISCHIO MORTE NEL COVID

Giuseppe Vincenzo Battista

Questo sito utilizza sia Cookies tecnici (necessari al suo corretto funzionamento) che di profilazione propri o di terze parti (necessari al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dagli utenti durante la navigazione).
La prosecuzione della navigazione o l'accesso a qualunque sezione del sito senza avere prima modificato le impostazioni relative ai Cookies varrà come accettazione implicita alla ricezione di Cookies dal presente sito.Per visionare l'informativa estesa clicca qui.

In mancanza di accettazione o eventuale rifiuto da parte dell'utente potrà comportare la mancata prestazione del servizio richiesto o la parziale visione dei contenuti previsti nel sito se tale accettazione è necessaria a tali fini.
Accetto Leggi di più