Risvegliati antichi microbi sul fondale marino.
Un team di scienziati giapponesi e americani ha rianimato con successo, grazie al cibo adatto e ossigeno, dei microbi rimasti inattivi sui fondali marini da milioni di anni, fin dall’età dei dinosauri.
Questa ricerca ha permesso di scoprire quanto potere di sopravvivenza hanno alcune specie più primitive della Terra, che resistono anche decine di milioni di anni con pochissime quantità di ossigeno e cibo.
I microbi erano sommersi da un’enorme massa d’acqua, sotto una pressione tale da permettere la formazione di fossili, ma questi organismi erano vivi.
“Sapevamo che c’era vita nei sedimenti profondi in prossimità dei continenti dove c’è molta materia organica sepolta”, scrive il dott. Steven D’Hondt geo-microbiologo presso l’Università di Rhode Island, “ma quello che abbiamo scoperto è che la vita si estende nell’oceano profondo dal fondo del mare fino al substrato roccioso sottostante”.
L’analisi dei campioni è stata portata vanti da un team di ricercatori dell’Agenzia giapponese per la scienza e la tecnologia marina-terrestre, che ha raccolto i sedimenti depositati sul fondo del Pacifico meridionale.
Si pensava che il terreno dal quale sono stati prelevati i microbi, avesse una quantità irrisoria di nutrienti nei suoi sedimenti, rendendola un luogo del tutto inadatto al mantenimento della vita per millenni.
Anche nei sedimenti più vecchi dove sono stati prelevati i campioni, il team di ricercatori è riuscito a “svegliare” quasi tutti i microrganismi, fino al 99 percento della comunità microbica originale.
L’autore principale dell’esperimento, Yuki Morono ha affermato:
“Quando li ho trovati, ero inizialmente scettico sul fatto che i risultati fossero dovuti a un errore o a un fallimento dell’esperimento. Ora sappiamo che non esiste un limite di età per gli organismi del fondale marino”.
Le tracce di ossigeno dei sedimenti hanno permesso ai microbi di rimanere in vita consumando un quantità irrisoria di energia, livelli energetici che sarebbero troppo bassi per sostenere i microbi di superficie.
I microbi, i batteri a altri tipi di microrganismi, hanno la capacità di sopravvivere nei luoghi meno ospitali del nostro pianeta; Monoro ha affermato:
“A differenza di noi, i microbi aumentano la loro popolazione in base alle divisioni cellulari, quindi in realtà non hanno il concetto di durata della vita”.


