Il Covid-19 può reinfettare una persona guarita dal virus.
Un gruppo di ricercatori dell’Università di Hong Kong ha dimostrato che il Coronavirus può infettare una persona che lo aveva già contratto in precedenza, anche a distanza di mesi, proprio come fanno i virus del comune raffreddore.
In passato, ci sono state altre notizie di reinfezioni, spesso però senza solidi riscontri scientifici, ma si era trattato di reinfezioni di tipo aneddotico, da attribuire con molta probabilità ad una lunga coda della malattia.
L’ateneo asiatico è stato il primo ad annunciare il primo caso documentato al mondo di reinfezione, che ha come protagonista un uomo di 33 anni.
L’uomo che era in perfetta salute, dopo quattro mesi dalla sua guarigione dal Coronavirus, contratto in forma lieve, è partito alla volta della Spagna, dove come ben sappiamo al momento è in atto uno dei focolai del virus più attivi al mondo.
Ma a Ferragosto al suo rientro in Cina il test di routine in aeroporto, fatto a chi è di rientro dall’estero, ha riscontrato una nuova positività. Positività che ha fatto scattare la necessità di sottoporre l’uomo ad ulteriori accertamenti.
I ricercatori dell’Università di Hong Kong hanno sequenziato entrambi i virus che hanno infettato l’uomo e hanno verificato che si tratta di due mutazioni diverse, la seconda delle quali molto diffusa in Europa.
Questo escluderebbe quindi la possibilità che la seconda positività abbia avuto a che fare con la permanenza del primo virus nell’organismo dell’uomo anche a distanza di mesi.
Il caso segnalato dai medici di Hong Kong va comunque trattato con molta cautela visto che si tratta di uno studio singolo non effettuato su più persone, anche se è giusto sottolineare che la reinfezione è comune negli altri coronavirus.
L’immunità ad altri coronavirus noti, inclusi quelli che causano il comune raffreddore, in genere dura solo da 3 a 6 mesi.


