Le mascherine non sono dannose: lo studio.
Le mascherine sono ormai entrate a far parte della nostra quotidianità e proprio per questo, sono molte le voci che girano sulla loro presunta tossicità.
Uno studio pubblicato sugli “Annals of the American Thoracic Society” ha appena smentito alcune voci circolanti sul tema, non basate su prove scientifiche.
Le ipotesi secondo le quali indossare la mascherina possa causare un avvelenamento da anidride carbonica, o che indebolisca il sistema immunitario, o ancora che ci sia una ridotta ossigenazione, sono bufale che ci accompagnano ormai da mesi, ma che sono state più volte smentite dalle autorità sanitarie nazionali e internazionali.
Recentemente a farlo è stata la Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri) in una pagina sul proprio sito anti-bufale “Dottore ma è vero che”.
In particolare riguardo all’anidride carbonica gli esperti spiegano che “le molecole di CO2 sono minuscole, molto più piccole delle goccioline contenenti coronavirus che le maschere sono progettate per arrestare e non possono essere intrappolate da un materiale traspirante.
La sovra-esposizione a questa sostanza, si presenterebbe soltanto se la mascherina fosse talmente ermetica da trattenere l’aria espirata, ma nessuna mascherina presenta queste proprietà.”
Sembra, inoltre, che la sensazione di mancanza d’aria che molti sentono quando indossano la mascherina, sia causata da fattori di natura psicologica e neurologica.
I ricercatori del Jackson Memorial Hospital di Miami e dell’università di Miami hanno studiato gli effetti dell’uso delle mascherine chirurgiche in persone con la Bpco (broncopneumopatia cronica ostruttiva).
Gli autori hanno coinvolto 15 persone giovani senza problemi respiratori e 15 pazienti con Bpco di circa 70 anni; lo studio ha rivelato che anche in pazienti con insufficienza polmonare non ci sono cambiamenti significativi nello scambio gassoso di ossigeno e CO2 e non c’è un aumento nell’esposizione all’anidride carbonica.
Il coautore dello studio, Michael Campos, spiega:
“Il disagio provato con la mascherina chirurgica è stato associato a reazioni neurologiche, come l’aumento di impulsi che arrivano dall’area altamente termosensibile del viso coperta dalla mascherina oppure dall’aumento della temperatura dell’aria inspirata.
Oppure può essere legato a manifestazioni psicologiche, come ansia, claustrofobia o risposte emozionali alla percezione di una difficoltà nel respirare”.
Campos aggiunge: “Probabilmente la dispnea si manifesta a causa della restrizione nel flusso d’aria con la mascherina in particolare quando c’è necessità di una maggiore ventilazione, come durante un esercizio fisico”.
Quello che può dare fastidio, soprattutto se la mascherina è stretta, è la percezione di una riduzione dell’aria respirata, soprattutto quando facciamo una salita o le scale o quando pratichiamo sport.


