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Comune di Avellino
19 Giugno 2024
Ultima pubblicazione: 19 giugno 2024 14:54:10
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Cronaca

ESEGUITI DALLA GDF DI AVELLINO SEQUESTRI PER 3,5 MLN

Eseguiti dalla GDF di Avellino sequestri preventivi per 3,5 mln di euro.

Nei giorni scorsi, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Avellino hanno dato esecuzione a due decreti, emessi dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Avellino, aventi ad oggetto il sequestro preventivo di 3,5 milioni di euro di crediti d’imposta fittizi, relativi ai cosiddetti “bonus edilizi”.

comando-guardia-di-finanza-di-avellinoDestinatari di tale attività cautelare sono trenta persone fisiche, quasi tutte residenti in Campania, e diverse società, di cui una “cartiera”, con il ruolo di collettore dei crediti fittizi, con sede in provincia di Vicenza.

L’indagine ha permesso di ricostruire ed identificare una complessa e articolata rete di persone fisiche che hanno inviato all’Agenzia delle Entrate un elevatissimo numero di comunicazioni telematiche di cessione di crediti d’imposta connessi a lavori edilizi mai effettuati.

Tali cessioni erano connotate da svariati fattori di rischio, quali:

beneficiari con precedenti penali e, in molti casi, percettori di reddito di cittadinanza;

importi ingenti dei crediti ceduti (prevalentemente “ecobonus”, “sismabonus” e “bonus facciate”), frazionati in numerose comunicazioni;

soggetti esecutori degli asseriti interventi edilizi con profilo fiscale evanescente;

particelle catastali dichiarate nei modelli di comunicazione all’Agenzia delle entrate corrispondenti ad immobili inesistenti nella pressoché totalità dei casi esaminati.

In particolare, i finanzieri del Gruppo di Avellino hanno accertato, allo stato delle indagini, che la società “cartiera” vicentina, amministrata nel tempo da diversi “prestanome”, aveva agito per ottenere indebitamente “bonus edilizi”, documentando, nei confronti dei 30 contribuenti individuati, l’esecuzione di lavori edili mai realizzati con fatture per operazioni inesistenti. 

La stessa società aveva, poi, provveduto a cedere parte di tali crediti ad altre società “seconde cessionarie”, con sedi ricadenti su tutto il territorio nazionale.

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