La notizia dell’avvenuta vendita del Mercatino rionale di via Marino Caracciolo ha scosso profondamente il dibattito pubblico cittadino.
Il circolo territoriale di Fratelli d’Italia Atripalda, facendosi interprete delle preoccupazioni di molti residenti, esprime forte perplessità non solo sull’opportunità dell’operazione, ma sulle modalità e sulle motivazioni economiche che la sottendono.
Una “Svendita” che non convince.
Dopo la cessione del centro servizi di via San Lorenzo, ci troviamo di fronte all’ennesima dismissione del patrimonio immobiliare comunale. Quello che appare incomprensibile è il divario economico dell’operazione:
- Valutazione iniziale: circa 640.000 euro.
- Esito finale: cessione tramite trattativa privata a un prezzo di gran lunga inferiore, sembrerebbe 380,000 (il 40% circa di ribasso).
Ci chiediamo: perché questo deprezzamento? Se il valore del bene era quello della stima, perché si è accettata una cifra così ridotta? Questa non è una valorizzazione, è una svendita delle proprietà dei cittadini.
Bilancio “in salute” o gestione da dissesto?
Le dichiarazioni degli amministratori comunali, che continuano a rassicurare sulla “ottima salute” dei conti pubblici, stridono violentemente con i fatti. Se i conti sono davvero in ordine, perché l’Amministrazione agisce con l’urgenza e le modalità tipiche di un ente in dissesto economico?
I segnali inviati alla cittadinanza sono inequivocabili:
- Pressione fiscale al massimo: Aumento indiscriminato di tutte le tasse di competenza locale (IMU e addizionale IRPEF).
- Costi dei servizi: Aumento della tariffa oraria dei parcheggi, che pesa quotidianamente su lavoratori e commercianti.
- Smantellamento del patrimonio: Vendita sistematica degli immobili comunali.
“Manca solo la mobilità dei dipendenti comunali per completare il quadro tipico di un Comune in crisi finanziaria,” commenta il Coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia Antonio Prezioso.
Le richieste di Fratelli d’Italia
Fratelli d’Italia Atripalda chiede chiarezza immediata. Non è più tempo di slogan propagandistici: i cittadini hanno il diritto di sapere se questa svendita di patrimonio serva a coprire “buchi” di bilancio o se faccia parte di una strategia che, al momento, sembra penalizzare esclusivamente la comunità atripaldese, privandola di beni comuni in cambio di liquidità immediata.
Rimarremo vigili su ogni prossimo passo dell’Amministrazione, pronti a portare la questione in ogni sede opportuna per difendere il patrimonio di Atripalda.


