Sequestrati dalle autorità libiche due pescherecci italiani.
Due pescherecci italiani sono stati sequestrati dai libici a circa 35 miglia a Nord di Bengasi.
Si tratta di due imbarcazioni della marineria di Mazara del Vallo, l’Antartide e il Medinea.
Il fatto si è verificato intorno alle 22.00 di ieri, quando un gruppo di 9 barche da pesca si trovava in mare a nord di Bengasi, in acque che i libici dal 2009 rivendicano come loro zona esclusiva.
Le autorità marittime che fanno capo al governo dell’est del paese Nordafricano, guidato dal generale Khalifa Haftar, hanno abbordato quattro dei 9 pescherecci, due dei quali, “Anna Madre” di Mazara del Vallo e “Natalino” di Catania sono riusciti a fuggire invertendo la rotta, ma il comandante e il primo ufficiale sono stati condotti in Libia.
Le altre due imbarcazioni invece, ai cui comandanti è stato intimato di seguire le motovedette fino al porto, si trovano al momento in stato di fermo, ma non di arresto, a Bengasi.
Un armatore dell’Antartide, Leonardo Gancitano, ha assicurato che i componenti dei due equipaggi, sedici in totale, “stanno tutti bene”.
A confermare il sequestro delle due imbarcazioni italiane è stata la Capitaneria di porto di Mazara, spiegando che il caso viene ora gestito dall’Unità di crisi della Farnesina.
La situazione è seguita inoltre dall’ambasciata italiana a Tripoli, dal sindaco e dal distretto della pesca di Mazara del Vallo e dall’assessorato regionale alle attività produttive.


