Vaccino ai più giovani? Solo a chi ha patologie.
I vaccini contro il Covid-19 nei più giovani, dovrebbero essere somministrati solo a coloro che presentano patologie pregresse.
Questa è l’idea del Robert Koch Institut, responsabile per il controllo e la prevenzione delle malattie infettive in Germania.
La notizia è stata diffusa dal quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung che ha riportato la linea di pensiero dei maggiori esperti tedeschi, i quali sostengono che i vaccini ad mRna, come Pfizer o Biontech, dovrebbero essere somministrati principalmente ai bambini ed ai ragazzi che presentano problemi di salute.
La tesi è sostenuta dai dati rilevati nel corso dell’epidemia, dai quali emerge che il decorso della malattia risulta essere maggiormente problematico per coloro che presentano particolari patologie.
Nello specifico, si è parlato di: patologie del sistema immunitario, obesità, insufficienza cardiaca, determinate forme di ipertensione, malattie che compromettono in modo permanente le funzioni polmonari, patologie renali, malattie tumorali maligne, malattie croniche del sistema nervoso ed anche per chi è affetto dalla sindrome di Down.
In Italia, verrà mantenuta la linea di somministrazione vaccinale recentemente confermata dall’Ema che, il 28 maggio, ha autorizzato l’utilizzo di Pfizer per la fascia d’età che vai dai 12 ad i 15 anni.
La conferma è arrivata da Paolo Biasci, presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP):
“La scienza deve far fede a quelle che sono le indicazioni ufficiali: il vaccino è stato, dopo gli studi necessari, le sperimentazioni necessarie, giudicato positivamente per la somministrazione alle fasce di età 12-15 anni, e per i bambini più piccoli gli studi sono ancora in corso.
Ne sapremo qualcosa in più tra qualche mese. In questo momento credo sia giunta l’ora di iniziare le vaccinazioni anche in questa fascia di età”.
Biasci, ha poi spiegato come, a suo parere, la linea direttiva tedesca si riferisca al dare priorità ai ragazzi affetti da patologie, per poi passare alla vaccinazione di tutti gli altri.
Ha poi aggiunto: “Nella fascia di età 12-16 anni vaccineremo i nostri assistiti. Così prevede il protocollo di intesa firmato col ministero della Salute e la Conferenza delle Regioni.
Da una proiezione che abbiamo fatto siamo nell’ordine di 200 ragazzi a pediatra, come media su base italiana. Stiamo parlando di quasi due milioni di giovani”.


