Dopo un anno, tra aperture e chiusure delle scuole, sono attualmente 6 milioni gli studenti italiani che seguono le lezioni tramite la DAD (Didattica a distanza).
Gli edifici scolastici sono vuoti, ma ciò non toglie che debbano essere strutturalmente sicuri per i ragazzi che, si spera il prima possibile, torneranno a frequentare le lezioni in presenza.
In occasione del Recovery Plan, con il quale sono stati stanziati 222 miliardi di euro per la ripresa economica dell’Italia dei quali 6,8 miliardi destinati alle scuole, Legambiente ha presentato la ventesima edizione del dossier “Ecosistema Scuola” che evidenzia la criticità delle condizioni edilizie di molte scuole italiane.
Cosa dice l’indagine
Dall’indagine è emerso che: meno di un edificio scolastico su due dispone del certificato di agibilità (42,1%) e di collaudo statico (47,6%); del 43% delle scuole situate in zone sismiche, circa il 30% sono costruite con tecniche antisismiche.
Più dell’87% degli edifici è sotto la classe energetica C; 145 edifici, situati in gran parte al nord Italia, non hanno ancora effettuato la bonifica dell’amianto; circa la metà delle scuole non ha impianti sportivi e solo il 55% circa possiede la mensa scolastica.
Dal 2014 al 2020, su 6.547 progetti previsti per il miglioramento degli edifici scolastici, 4.601 sono stati finanziati e solo 2.121 sono stati portati a termine.
Questi dati, raccolti nel 2019, evidenziano maggiormente il divario tra nord, centro e sud, già rilevato nelle indagini precedenti.
Le parole di Patrizio Bianchi e Claudia Cappelletti
Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, intervenendo nel convegno di Legambiente, ha dichiarato: “Non aspettiamo il Recovery per avere le risorse.
Oggi firmo un decreto per assegnare alle Province e città metropolitane per la messa in sicurezza delle scuole superiori e la riqualificazione energetica, 1 miliardo e 125 milioni. Iniziamo a lavorare soprattutto nel sud.
Il cambio di passo, facciamolo insieme: non c’è il governo e il mondo che aspetta, dobbiamo rimetterci tutti in movimento, solo così usciamo dalla crisi e dall’emergenza. Dobbiamo avere scuole sicure”.
Così, anche Claudia Cappelletti, responsabile scuola di Legambiente, che ha affermato: “È il momento di rimettere la scuola al centro delle comunità e dei territori come leva di emancipazione sociale e crescita collettiva e per questo, di fare in modo che ogni investimento sia parte di questa visione collettiva e non solo una spesa per ‘riparare’ quello che non va”.


