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Comune di Avellino
11 Agosto 2020
Ultima pubblicazione: 11 agosto 2020 17:41:49
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Attualità

PUC: LAVORI NEL COMUNE DI RESIDENZA

Puc, lavori nel comune di residenza.

Il 2020 è appena iniziato e già ha portato con sé una serie di novità in materia di reddito di cittadinanza. 

L’ultima riguarda quella di un nuovo obbligo a cui dovranno adempiere i beneficiari. 

Molto presto i componenti dei nuclei familiari che ricevono il sussidio dovranno svolgere dei lavori per i comuni di residenza. 

Lo scopo è quello di reinserire le persone nella vita sociale e lavorativa, garantendo al tempo stesso un ritorno per la comunità. 

Lo scorso 8 gennaio, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale di un decreto del Ministero del Lavoro si è entrati nel vivo di quella che è stata definita la “seconda fase” della misura. 

Cosa sancisce il decreto dell’8 gennaio? 

Il decreto del Ministero del Lavoro impone ai beneficiari del sussidio l’obbligo di svolgere i cosiddetti Puc, Progetti di Pubblica Utilità, nei comuni di residenza. 

I beneficiari del reddito di cittadinanza, in ottemperanza agli obblighi sottoscritti con il Patto per il lavoro e con il Patto per l’inclusione sociale, dovranno dare la loro disponibilità a prendere parte a tali progetti. 

Chi si occuperà della gestione dei Puc? 

La titolarità dei progetti spetterà ai singoli Comuni, che in base alle loro esigenze culturali, sociali o ambientali metteranno a punto dei Puc.

Gli stessi potranno avvalersi della collaborazione di enti del terzo settore, come le organizzazioni di volontariato, o di altri enti pubblici. 

Il decreto sancisce che tali attività potranno essere di natura sociale, artistica, ambientale o miranti alla conservazione del patrimonio ambientale, fornendo anche degli esempi in merito. 

In ambito sociale vengono suggerite attività legate all’assistenza degli anziani, come ad esempio il recapito della spesa, in quello artistico e culturale attività legate alla cura di biblioteche, musei, eventuali mostre. 

Ed infine in ambito ambientale vengono suggerite attività legate alla cura e pulizia delle strade oppure alla raccolta dei rifiuti. 

Tutte le attività non potranno riguardare lavori o opere pubbliche e non si potranno svolgere mansioni in sostituzione di personale dipendente dell’ente pubblico o del gestore nel caso di esternalizzazione di servizi.

Questo significa che i beneficiari saranno solo da supporto al personale dipendente. 

Ovviamente si tratterà di attività non retribuite, alle quali i beneficiari dovranno dedicare dalle 8 alle 16 ore settimanali. 

Sarà cura dei comuni istituire un apposito registro dei partecipanti sul quale segnare le presenze e le eventuali assenze. 

Ci potranno ovviamente essere delle assenze, giustificate, che dovranno essere recuperate entro il mese lavorativo. 

Le ore di lavoro potranno essere settimanali o periodiche, l’importante che a fine mese siano state ricoperte tutte le ore previste. 

Sarà cura del comune di residenza assegnare ai beneficiari i compiti da svolgere in base a quelle che sono le competenze e le propensioni dei beneficiari. 

Obblighi ed esoneri. 

Sono tenuti a partecipare ai Puc tutti i componenti del nucleo familiare a cui è stato assegnato il reddito, la mancata adesione di uno di essi comporterà la perdita del reddito stesso. 

Ci sono però delle eccezioni. 

Prima di tutto sono esonerati dall’obbligo tutti i beneficiari del reddito nel cui comune di residenza non verranno istituiti Puc. 

A questi si aggiungono i membri della famiglia del percettore del reddito di cittadinanza che risulta già occupato e con un reddito da lavoro dipendente superiore a 8.145 euro o da lavoro autonomo di almeno 4.800 euro. 

Infine sono esonerati dall’obbligo gli studenti, i beneficiari della pensione di cittadinanza, gli over 65, le persone con disabilità, i componenti della famiglia che hanno carichi di cura verso bambini piccoli o disabili. 

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