Positivo al Covid-19 lascia l’ospedale dopo 8 mesi di degenza.
Positivo al Covid a marzo, viene dimesso quasi otto mesi dopo, è la storia di Stefano, uno dei malati più “longevi”.
“È un virus duro, molto duro” racconta al Corriere della Sera.
Quella vissuta dal poliziotto Stefano Lancilli, 55 anni, 37 dei quali passati in polizia tra Milano e Lodi, dove era lo storico centralinista in questura, è stata un’esperienza lunga e difficile, un’odissea che lo ha visto passare da marzo ad ottobre da un ospedale all’altro della Lombardia tra polmonite e legionella prima, e Covid dopo.
La positività al Sars Cov2 gli è stata diagnosticata lo scorso 4 marzo quando era ricoverato all’ospedale a Codogno già da qualche mese, a causa di una polmonite a cui aveva fatto seguito la legionella.
Di quello che è stato il periodo più difficile della malattia Stefano non ricorda nulla, un mese di vuoto assoluto, in cui era ignaro anche dell’esistenza della pandemia.
Ha rischiato di essere intubato e di non riuscire a superare la fase critica, il suo corpo era già minato da varie patologie e ad un certo punto i medici hanno temuto che non ce l’avrebbe fatta.
Grazie anche alla sua forza Stefano ce l’ha fatta.
Venerdì 9 ottobre è tornato finalmente a casa, dopo essere stato dimesso dall’ospedale di Sant’Angelo Lodigiano, riabbracciando finalmente la moglie Nadia e i due figli.
Il suo rientro a casa è stato memorabile, ad attenderlo c’era una piccola delegazione di colleghi e amici e il questore Giovanni Di Teodoro.


