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4 Luglio 2020
Ultima pubblicazione: 03 luglio 2020 19:19:16
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Eventi & costumi

NATALE IN IRPINIA, TRADIZIONI A TAVOLA

Natale in Irpinia, tra costumi, usanze e tradizioni a tavola.

Mancano pochissimi giorni all’8 dicembre, giorno in cui per tradizione le famiglie irpine e non solo si accingono a decorare le proprie abitazioni in occasione del Natale. 

In ogni famiglia irpina che si rispetti, non può assolutamente mancare il Presepe, che sia piccolo,  grande, di plastica o di creta. 

Da qualche tempo, anche noi abbiamo sposato la tradizione dell’Albero di Natale, ma è il presepe, con la sua storia centenaria e con il suo significato, il simbolo per eccellenza del Natale irpino. 

Da buoni irpini, il giorno dell’Immacolata, ci accingiamo a tirar fuori dagli scatoloni, dove gelosamente le custodiamo, le nostre statuine, ognuna legata ad un ricordo e ad un significato. 

Ho ancora vivo il ricordo di mio nonno che ogni anno veniva a casa mia a fare il presepe. 

I suoi racconti, sul significato di ogni singola statuina, attiravano l’attenzione dei presenti. 

I personaggi fondamentali del presepe

In un presepe che si rispetti, oltre alla natività, non possono assolutamente mancare altri personaggi. 

Prima fra tutte quella di Benino, il pastore dormiente, probabilmente la figura più importante di tutto il presepe. 

Secondo la leggenda, l’intera rappresentazione della Natività sarebbe, in realtà, un suo sogno. 

E poi il pastore della Meraviglia, da collocare rigorosamente in prossimità della mangiatoia, che ha le braccia e la bocca spalancate, perché assiste con stupore alla nascita di Gesù. 

In lui c’è tutta la meraviglia della scoperta del divino, l’incontenibile sorpresa dell’uomo che viene a contatto con qualcosa di immenso. 

Inoltre, non possono mancare mendicanti, zoppi, ciechi, pastori e pecore. 

Usanza irpina legata al presepe, è quella della novena, per nove giorni prima del 25, ogni sera nelle nostre case vengono zampognari o bambini che intonano davanti al presepe canzoni di Natale. 

Dopo la preparazione del presepe, ciò che fa di noi dei buoni irpini, è la preparazione dei pranzi delle feste. 

Natale in Irpinia vuol dire famiglia, tutti i parenti riuniti intorno al tavolo per mangiare e trascorrere le giornate con i giochi tipici del periodo, come ad esempio la tombola. 

Siamo tutti abituati a quelle lunghe tavole imbandite, dalle quali ci si alza strapieni dopo ore. 

Le tradizioni culinarie del Natale

Ogni paese irpino ha i suoi piatti tipici, frutto di tradizioni centenarie che si tramandano di generazione in generazione. 

Il Natale è anche un modo per riscoprire le nostre tradizioni, le nostre origini, ciò che ci contraddistingue dagli altri, rendendoci unici. 

Ritornando ai piatti tipici irpini, la pietanza che non può assolutamente mancare sulle nostre tavole natalizie è il baccalà, che viene cucinato in svariati modi: 

all’insalata, “pezzelle (zeppoline) e baccalà”, “acci (sedano) e baccalà”, baccalà fritto, la pietanza che va per la maggiore. 

Altro piatto predominante sono gli spaghetti, anch’essi cucinati in vari modi, alle vongole e alle alici. 

Inoltre, sulle nostre tavole non manca sicuramente il capitone, fritto o alla brace, la scarola imbottita, l’insalata di rinforzo, fritture di pesce oppure pesce all’insalata. 

Protagonista indiscusso del pranzo di Natale è il “cappone ripieno”, per la cui preparazione ci vogliono ore di lavorazione e di cottura. 

Ricordo ancora mia nonna che ogni sera della vigilia, prima di cena, trascorreva ore nella preparazione del cappone, che doveva essere rigorosamente già ripieno per la mattina del 25 dicembre. 

Lo richiudeva con una cucitura che sembrava quasi un ricamo, prestando molta attenzione nel farlo, affinché durante la cottura non potesse fuoriuscire il ripieno. 

I dolci della tradizione

Non ultimo, a farla da padrone sulle nostre tavole, ci sono i dolci: struffoli, roccocò, torroncini, cartellate, mostaccioli, monachini. 

È grazie a tutto ciò, che in questo periodo, le nostre case cominciano ad avere un profumo diverso, un profumo che sa di muschio fresco, un profumo che sa di famiglia, che sa di amore. 

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