Elisabetta Piccolotti – “La grande espulsione dei ricercatori italiani continua, passo dopo passo.
Prima il mancato stanziamento dei fondi necessari a fare le assunzioni dopo la fine del PNRR, ora una riforma dei concorsi che elimina l’abilitazione nazionale cambiando le regole in corsa, facendo ritornare i concorsi locali e creando una situazione di grande incertezza per chi deve partecipare alle selezioni.
Quale sarà l’unico effetto certo e concreto? Chi può scapperà altrove.
Persone formate con fondi pubblici italiani porteranno le loro ricerche e le loro conoscenze in altri paesi, nel momento in cui l’Italia ne avrebbe più bisogno perché è ultima in classifica in Europa per crescita del Pil.
Si può avere un governo di ministri così ottusi e miopi? Secondo noi no”


