Condivido pienamente la denuncia del responsabile FNP-CISL, Nicolino Iacobacci, riguardo alla situazione dell’ospedale di Ariano. La morgue della struttura, come ho potuto purtroppo constatare di recente, versa effettivamente in condizioni igienicamente pericolose e al di sotto di qualsiasi principio di decoro, oltre a non garantire il benché minimo rispetto della privacy dei visitatori.
Si tratta però solo di un esempio, forse nemmeno il più eclatante, di una diffusa situazione di degrado: il nosocomio di Ariano è una realtà che sembra essere stata concepita scientificamente da qualche mente perversa per distruggere i diritti dei pazienti.
Vi sono dei reparti, come quello di lungodegenza (tra l’altro tuttora privo di direzione, a quel che è dato sapere) la cui funzione talvolta coincide con un burocratico accompagnamento alla morte, non privo di zone oscure, contigue a forme di illegalità.
In altri reparti, come quello di ortopedia, la cosiddetta eccellenza del “Frangipane” (patente acquisita grazie ai servizi redazionali, supponiamo ben remunerati, di qualche compiacente emittente locale), il paziente, fin quando è “operabile”, è trattato con riguardo, mentre, nel momento in cui perde questo status, viene sostanzialmente abbandonato a se stesso.
Che dire poi delle relazioni con il pubblico? Semplicemente penose: circa due mesi – anche questa affermazione è basata sull’esperienza diretta, per NON ricevere una cartella clinica regolarmente richiesta.
Ci auguriamo che l’omertoso muro di gomma che circonda il “Frangipane” si sgretoli presto.
Che cosa attende la regione guidata dall’iperattivo (a intermittenza) presidente De Luca per intervenire?
O per vederlo in Irpinia bisogna attendere la prossima, ennesima inaugurazione?


