Beatrice Lorenzin – “Mentre bambini e adolescenti affrontano sfide sempre più complesse, questo Governo sceglie di lasciarli soli.
Con l’approvazione della legge Valditara sul consenso informato, l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole viene ostacolata da divieti e procedure che renderanno più difficile portare avanti percorsi fondamentali per la crescita dei ragazzi.
È una scelta fuori dalla realtà, che nasce dalla paura e dall’ideologia.
Perché davvero questo Governo ha paura di insegnare ai nostri giovani il rispetto reciproco, il valore del consenso, il riconoscimento delle relazioni tossiche, la parità tra donne e uomini? Ha paura di fornire strumenti per comprendere e affrontare un mondo che cambia sempre più velocemente?
I nostri figli crescono oggi in un contesto attraversato da fenomeni come revenge porn, violenza online, sessismo e cultura del possesso. Fenomeni che non si combattono facendo finta che non esistano.
A pagare il prezzo più alto saranno soprattutto i ragazzi più fragili, quelli che spesso trovano proprio nella scuola l’unico luogo sicuro in cui fare domande e chiedere aiuto.
Ma c’è di più. Chi dice di voler difendere le donne dovrebbe sapere che la prevenzione della violenza comincia molto prima delle aule di tribunale. Comincia dall’educazione, dalla cultura del rispetto e dalla capacità di costruire relazioni sane.
Per questo continuiamo a credere che la scuola debba essere un luogo di crescita e libertà. La maggioranza non può combattere le proprie battaglie ideologiche sulla pelle e sul futuro delle nuove generazioni”


