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Comune di Avellino
26 Ottobre 2021
Ultima pubblicazione: 26 ottobre 2021 18:26:02
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Politica

L’ASSESSORA URCIUOLI È INDAGATA. DIMISSIONI, SE NON ORA QUANDO?

L’Assessora Stefania Urciuoli è indagata. Dimissioni, se non ora quando? La nota del Partito di Rifondazione Comunista Atripalda

Eravamo stati facili profeti, ad ottobre di tre anni fa, nel prevedere che il caso Urciuoli era appena agli inizi. Che cosa era accaduto? 

L’assessora  alla Cultura, al Personale e alla Trasparenza del Comune di Atripalda aveva appena reso nota la propria  rinuncia (decisa non senza aver inscenato un patetico tentativo di rimanere aggrappata alla poltrona attraverso l’autosospensione), avvenuta in realtà in luglio, alla presidenza dell’OIV (Organismo Interno di Valutazione, il quale è preposto, tra l’altro, all’attuazione degli obblighi in materia di trasparenza), dell’azienda ospedaliera “Moscati” di Avellino.

Ciò in seguito all’evidente, anche se sempre negata dall’interessata, incompatibilità prevista dall’art. 14,  comma 8,  del D.Lgs. n.150/2009 ( “I componenti dell’OIV non possono essere nominati tra soggetti che rivestono incarichi pubblici elettivi ovvero che abbiano rapporti continuativi di collaborazione o di consulenza con le predette organizzazioni, ovvero che abbiano rivestito simili incarichi o cariche o che abbiano avuto simili rapporti nei tre anni precedenti la designazione”).

La rimozione dell’incompatibilità non poteva però, naturalmente, avere effetto retroattivo, ovvero sanare lo status quo esistente all’atto dell’assunzione dell’incarico, avvenuta nel febbraio 2018, allorquando la dottoressa Urciuoli ricopriva già da oltre sei mesi la carica di consigliera ed assessora ad Atripalda.

Era pertanto logico e consequenziale ipotizzare che, per partecipare al bando indetto dall’azienda ospedaliera, Urciuoli avesse dovuto necessariamente omettere il preesistente mandato politico-amministrativo ovvero, aggiungiamo noi per surplus di garantismo, che l’Ente interessato avesse accolto un’istanza di partecipazione, sfociata poi nella nomina a componente e presidente dell’OIV, viziata da evidente incompatibilità. 

Già allora sussistevano i presupposti per le dimissioni dell’assessora (che infatti chiedemmo), la quale aveva sommato nella sua persona, per un certo lasso di tempo, due posizioni chiaramente incompatibili, dando luogo così a un comportamento ambiguo ed opaco, che denotava scarso rispetto della funzione pubblica ricoperta oltre che mancanza di lealtà nei confronti del mandato popolare ricevuto: una condotta assolutamente antitetica a quella a cui dovrebbe ispirarsi un amministratore pubblico, tanto più se assessore con delega alla trasparenza, nonché segretario comunale e, in questa veste, responsabile anticorruzione e per la trasparenza. 

Detta opacità ha continuato a caratterizzare il modus operandi di Urciuoli, che, mentre, nel settembre 2019,   sbandierava ai quattro venti l’inesistenza di procedimenti penali a proprio carico, parlando, tra l’altro, di una “questione ormai esaurita ”, oggi che invece il procedimento esiste, e si vede costretta, perché incalzata dalla stampa, ad ammetterlo a denti stretti, rimane bellamente al proprio posto, senza avvertire nemmeno l’esigenza di comunicare i motivi e la decorrenza dello stesso nonché le ipotesi di reato contestate.   

Tutto ciò nonostante che il contesto sia cambiato, e non di poco. 

Oggi la questione non si esaurisce infatti in ambito amministrativo: non si tratta più di stabilire se vi sia incompatibilità tra due cariche, non si tratta più di fare uno slalom tra norme nazionali e regionali per trovare quella più favorevole, ma di accertare se la componente della Giunta Spagnuolo abbia commesso un reato per fatti connessi al proprio ruolo pubblico.

Per questo, in un sussulto di dignità, Urciuoli dovrebbe presentarsi dimissionaria, il prossimo 22 settembre,  in Consiglio comunale, liberando così il campo dalle ombre.

E se tale scatto non  dovesse esserci da parte sua, lo abbia almeno chi, il sindaco G. Spagnuolo, a suo tempo la nominò in Giunta e che oggi, dopo aver colpevolmente cercato di insabbiare una questione che invece andava affrontata con tempestività e decisione, non può consentire che sia svilita l’immagine di un intero Comune.

 

 

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