Debora Serracchiani – “Il XXII Rapporto Antigone certifica un sistema al collasso: sovraffollamento al 139,1%, 254 morti in cella nel 2025 – il dato più alto da decenni – 82 suicidi l’anno scorso, 24 già nel 2026.
I bambini detenuti insieme alle madri sono raddoppiati in un anno, per effetto del decreto sicurezza. E il Piano carceri del Governo ha sottratto 537 posti disponibili.
A pagare il prezzo di questa realtà insostenibile, oltre ai detenuti, sono anche le donne e gli uomini della Polizia penitenziaria e tutto il personale, costretti a lavorare in perenne sotto organico e in condizioni di stress psicofisico.
La risposta della destra è solo ideologica e punitiva: oltre 55 nuovi reati, misure alternative bloccate, zero investimenti concreti su edilizia, trattamento e risorse umane.
Hanno investito tempo ed energie per tentare di modificare la Costituzione con un referendum che hanno perso. Per affrontare i problemi reali del sistema penitenziario, no.
L’emergenza non si governa sventolando nuovi reati. Si affronta deflazionando la popolazione detenuta, potenziando l’area penale esterna, mettendo in campo un piano straordinario di assunzioni e investimenti.
Noi continueremo a batterci per questo, in Parlamento e nel Paese. La pena deve tendere alla rieducazione. Non all’abbandono. Non all’umiliazione. Non alla morte.
La sicurezza dei cittadini e la civiltà di un Paese si misurano dallo stato dei suoi istituti di pena. E oggi, in Italia, siamo sotto i minimi storici”


