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9 Marzo 2026
Ultima pubblicazione: 08 marzo 2026 13:57:43
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Attualità

LA PASTA TAROCCA SPACCIATA PER 100% ITALIANA

La pasta tarocca spacciata per 100% italiana.

Ancora una volta ci troviamo davanti ad un falso made in Italy alimentare. 

Questa volta si tratta di pasta e con precisione della pasta marchiata Italiamo e Combino, distribuita attraverso una delle più grandi catene tedesche di supermercati, la Lidl. 

La pasta in questione, presenta un’etichettatura fuorviante, che non fa chiarezza sull’origine delle materie prime utilizzate per la produzione della pasta in questione. 

Sia sul sito della Lidl, che nei vari punti vendita, la pasta viene pubblicizzata come pasta italiana al 100%. 

La Lidl nel mirino dell’Antitrust.

Per tale ragione, la nota catena tedesca, è finita nel mirino dell’Antitrust, dal quale è stata condannata a pagare una multa di ben 1 milione di euro. 

Secondo l’Antitrust, negli ultimi 30 mesi, la Lidl avrebbe utilizzato nella produzione della pasta, semola ottenuta da miscele di grani duri provenienti sia dai paesi dell’Unione Europea e sia da altri paesi come il Canada, la California e l’Arizona.

In questa miscela, la percentuale del grano italiano era meno del 50%, in media conteneva solo il 40% di grano made in Italy. 

Una beffa vera e propria ai danni del consumatore. 

Insieme alla Lidl, nel mirino dell’Antitrust sono finiti anche altri marchi tra cui:

Divella, F.lli De Cecco di Filippo – Fara San Martino (marchio De Cecco), Margherita Distribuzione (ex Auchan Spa, marchio Passioni) e Pastificio Artigiano Cav. Giuseppe Cocco (marchio Cav. Giuseppe Cocco). 

Nei loro confronti sono stati chiusi 5 procedimenti istruttori legati alle informazioni ingannevoli del grano duro. 

Tra tutti questi però, solo la Lidl è stata condannata al pagamento della multa, perché a differenza degli altri marchi, si è rifiutata di modificare le informazioni fornite sull’etichetta e sui siti aziendali. 

Le altre aziende, invece, si sono mostrate disponibili ad adottare un nuovo set informativo, che darà al consumatore informazioni più dettagliate.

In questo modo si eviterà che possa essere fatta confusione tra provenienza della pasta e origine delle materie prime adoperate. 

La risposta della Lidl.

Dal canto suo, la catena tedesca ha risposto alle accuse volte dall’Antitrust con una nota, nella quale ha dichiarato il suo disappunto nei confronti del provvedimento inflittogli. 

Queste le parole della nota:

“L’informazione presente sulle confezioni è perfettamente conforme a quanto stabilito dalla normativa vigente, in linea con l’impegno quotidiano nel garantire trasparenza e completezza di informazione al consumatore sulla provenienza delle materie prime utilizzate nei prodotti offerti nei propri punti vendita”. 

A questa nota se ne è aggiunta una successiva, quella definitiva, nella quale Lidl specificava, che i consumatori devono essere informati in merito all’origine dell’ingrediente primario contenuto nel prodotto alimentare. 

In questo caso la semola di grano duro. 

La Lidl quindi, in ultima battuta, si è difesa affermando che:

“E’ la semola di grano duro che costituisce il solo ingrediente della pasta alimentare fabbricata in Italia”. 

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