Inquinamento: la politica dello struzzo
Uno smacco per le amministrazioni inadempienti: questo il significato della recente iniziativa delle associazioni ambientaliste che provvederanno in proprio all’installazione di centraline per il controllo della qualità dell’aria ad Avellino e nei centri limitrofi.
E se nel capoluogo il quadro della situazione appare ormai consolidato nella sua drammaticità (con ben 78 superamenti nell’emissione di polveri sottili lo scorso anno e già 21 fino all’inizio di marzo quest’anno) a cui fa peraltro da contraltare una totale e colpevole inerzia del sindaco Festa, ad Atripalda si è pensato bene di eliminare il problema nella maniera più radicale: abolendo i controlli tout court.
Ovvero, nessun rilevamento, nessun inquinamento. Et voilà. Il sig. Spagnuolo ha trovato la soluzione.
Sembra la scoperta dell’acqua calda, ma a pensarci bene c’è del genio, anzi della magia in questa capacità di far scomparire per incanto i problemi, almeno quelli che non si vedono e non si toccano (e che però in compenso si sentono), come l’inquinamento.
L’ultima volta che il sig. Spagnuolo ha battuto un colpo, prima di inabissarsi come una figura dell’oltretomba dantesco, è stato il 21 febbraio dello scorso anno, allorquando preannunciò la collocazione, di concerto con il comune capoluogo, di una centralina nei pressi dell’ex mattatoio comunale di Avellino, a ridosso di Atripalda: qualcuno l’ha vista finora?
Nella stessa circostanza egli affermava di essere pronto a scrivere all’ARPAC “per chiedere centraline mobili”. Bene. Dopo un anno nessuna notizia al riguardo.
Ci sono stati problemi di comunicazione? Il sindaco non è riuscito ancora a completare la lettera?
Se il problema è questo possiamo dargli una mano. Qualora invece la lettera sia arrivata a destinazione ma con esito infruttuoso, allora qualche centralina l’amministrazione avrebbe potuto installarla, se non altro per venire incontro a ripetute sollecitazioni in questo senso, soprattutto da parte di “Idea Atripalda”.
Se oggi possono riuscirvi le associazioni con i soli loro mezzi, non può farcela un ente territoriale di media grandezza come il comune di Atripalda? O invece il problema sta, com’è di tutta evidenza, altrove?
Si chiama “sindrome dello struzzo”: ovvero mettere la testa sotto la sabbia per eludere ostacoli e responsabilità.
Ove esistesse un premio per questa specialità, Spagnuolo lo avrebbe già vinto, sbaragliando ogni concorrenza.
Intanto è ormai vicino a un altro grande primato: arrivare al termine del proprio mandato senza aver mai fornito un dato, anche minimo, sulla situazione dell’inquinamento atmosferico ad Atripalda.
Luigi Caputo
Partito della Rifondazione Comunista -Atripalda
Federazione PRC Avellino


