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25 Febbraio 2020
Ultima pubblicazione: 25 febbraio 2020 08:25:42
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Attualità

IN ITALIA SEMPRE PIU’ “FUGA DI CERVELLI”

È ormai da qualche anno che in Italia stiamo assistendo a quella che molti hanno definito “fuga di cervelli”. 

Sempre più laureati sono costretti ad emigrare all’estero in cerca di un lavoro che gli permetta di far carriera. 

Secondo gli ultimi dati Istat, elaborati analizzando le iscrizioni e soprattutto le cancellazioni dall’anagrafe dei comuni, il numero di persone che sta abbandonando l’Italia sta crescendo sensibilmente. 

Sembra quasi di essere tornati a 60 anni fa, quando molti dei nostri nonni sono stati costretti ad emigrare all’estero. 

Sono soprattutto giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni, che nella stragrande maggioranza dei casi ha un titolo di studio accademico. 

Solo nell’ultimo decennio si sono trasferiti all’estero circa 182mila giovani laureati.

Un numero che è destinato a salire e che spaventa. 

Soprattutto i genitori, che dopo anni di sacrifici per far studiare i propri figli, devono vederli partire. 

A “rincuorarli”, ci pensano le nuove tecnologie, che permettono quotidianamente, seppur attraverso uno schermo, di avere un contatto visivo con i propri figli. 

E’ interessante capire quali sono i luoghi in cui i giovani italiani preferiscono trasferirsi e quali sono le regioni italiane da cui si emigra di più. 

Il Regno Unito è sicuramente il luogo più ambito dagli italiani.

Solo nel 2018 ha accolto più di 21mila nostri connazionali, seguito da Germania, Francia, Svizzera e Spagna. 

Il flusso di emigrazione ha oltrepassato anche i confini dell’Europa, raggiungendo Brasile, Stati Uniti, Australia e Canada.

In questi paesi si sono trasferiti più di 18mila italiani. 

Le regioni, invece, in cui si registrano il maggior numero di partenze sono: Lombardia, Veneto, Sicilia, Lazio e Piemonte. 

Seguono Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta, dove si riscontra un tasso di emigrazione abbastanza elevato se teniamo conto del numero di abitanti. 

Questi dati sembrano annullare l’equivalenza sud = emigrazione. 

Ma non è assolutamente così, se infatti, i giovani laureati del centro-nord preferiscono spostarsi al di fuori dell’Italia, quelli del sud preferiscono rimanere in Italia, ma tendono a spostarsi nelle regioni del centro-nord. 

L’emigrazione da sud verso nord sta permettendo alle regioni del centro-nord di colmare il buco lasciato dai giovani laureati che preferiscono emigrare all’estero, guadagnando un prezioso capitale umano. 

Il fenomeno mette in risalto come spesso non è la mancanza di lavoro che spinge i laureati italiani a lasciare il nostro Paese, ma bensì la voglia di trovare un’occupazione degna, con un guadagno, delle prospettive e delle responsabilità in linea con il valore e l’investimento speso in formazione.

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