In 7 giorni raddoppiati i casi di Covid-19 in Italia.
Nell’ultima settimana i casi di Coronavirus nel nostro Paese sono raddoppiati rispetto a quella precedente, con un forte aumento anche dei ricoveri e dei pazienti in terapia intensiva, a fronte di un incremento lieve dei tamponi.
In soli sette giorni, dal 7 al 13 ottobre, i ricoveri sono cresciuti del 40% nei reparti ordinari e del 61% nelle terapie intensive.
È questo il quadro che emerge dal monitoraggio periodico della fondazione Gimbe.
Sono 35.204 i ricoverati della settimana presa in esame contro i 17.252 dei sette giorni precedenti, sono invece 5076 i ricoverati con sintomi rispetto a 3625 e 514 i ricoveri in terapia intensiva contro i 319.
Da qui l’appello del presidente Gimbe Nino Cartabellotta:
“Gli effetti delle misure del nuovo Dpcm oltre a non poter essere valutati prima di 3 settimane, saranno in parte neutralizzati dall’incremento esponenziale dei contagi e dall’ulteriore sovraccarico dovuto all’influenza.
Ci appelliamo a Regioni e sindaci: intervenire tempestivamente con misure restrittive locali, compresi lockdown mirati, per spegnere i focolai, arginare il contagio diffuso e prevenire il sovraccarico degli ospedali.
Altrimenti il rischio di restrizioni più ampie (lockdown incluso) è dietro l’angolo”.
Analizzando la crescita dei nuovi casi, si scoprono molteplici differenze a livello territoriali.
“Con l’aumentare vertiginoso dei numeri, commenta il presidente della fondazione, il dato nazionale non rende conto delle marcate differenze regionali e provinciali, che richiedono provvedimenti più restrittivi al fine di circoscrivere tempestivamente tutti i focolai e arginare il contagio diffuso”.
Nella settimana 7-13 ottobre, l’incidenza di nuovi casi per 100mila abitanti, rispetto a una media nazionale di 58,3, è superiore a 100 in due Regioni, Valle d’Aosta (141,6) e Liguria (113,1), e in 6 province, Belluno (181,3), Genova (144,7), Arezzo (129), Pisa (125,3), Prato (125,3) e Napoli (110,3).


