A seguito dell’ultima ordinanza regionale da parte del governatore Vincenzo De Luca, si sono sollevate molte lamentele e non è mancato qualche atto di protesta.
L’ordinanza, in vigore dal 20 dicembre fino al 23, sancisce che a “bar e agli altri esercizi di ristorazione dalle ore 11,00 del mattino è fatto divieto di vendita con asporto di bevande, alcoliche e non alcoliche, con esclusione dell’acqua.”
A Napoli sono state numerose le proteste dei servizi di ristorazione e dei bar, che hanno deciso di disobbedire a De Luca, servendo il pericolosissimo caffè anche dopo le 11.00.
Anche in Irpinia, precisamente a Chiusano San Domenico, il dissenso per le nuove disposizioni ha portato il sindaco della città, Carmine De Angelis, ad un piccolo atto di ribellione.
Con un’ordinanza comunale, operativa dal 21 dicembre, ha stabilito:
-riapertura delle attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) dalle ore 05.00 fino alle ore 18.00;
il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi; dopo le ore 18.00 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico;
resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22.00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.
De Angelis ha inoltre disposto un aumento dei controlli da parte della polizia, per far sì che le nuove norme fossero rispettate.
Questo atto di ribellione, ovviamente, non è passato inosservato, soprattutto perché si è fatto in modo che la notizia circolasse il più possibile.
Ma il prefetto di Avellino ha fatto retrocedere il sindaco di Chiusano, prima che il governatore campano, con il suo occhio scrutatore, notasse l’ordinanza del sindaco e punisse questo atto di ribellione.
A quanto pare, il prefetto ha richiamato “il doveroso spirito di leale collaborazione inter istituzionale tra Amministrazioni locali e Prefetto”, così il sindaco ha ritenuto di “dover aderire al richiamato spirito di leale collaborazione”, richiesto molto gentilmente dall’autorità provinciale.
Come si legge nell’ordinanza:
le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) dalle ore 05.00 fino alle ore 18.00 nei limiti e condizioni di cui al d. l. 172 del 2020.
Un grosso passo indietro da parte di De Angelis, così come quello dei ristoranti e dei bar napoletani, per i quali il timore dei “lanciafiamme” è sempre dietro l’angolo.


