Il Parco Pubblico di Atripalda è diventato un parcheggio.
Una classe politica che non conosce vergogna, un’amministrazione che ha distrutto tutto e tutti. Attila non avrebbe potuto fare peggio.
Un coro unanime sulla condanna allo scempio perpetrato all’ex aria verde del Parco Pubblico Pineta Sessa di Atripalda.
Qualche anno fa tutto questo non sarebbe avvenuto, a qualsiasi amministrazione non sarebbe stato concesso una “strage” di queste dimensioni.
L’amministrazione di Giuseppe Spagnuolo sarà ricordata anche per questo ennesimo affronto alla città.
Geppino, soprannominato il “Berlusconi di Atripalda” ma senza Bunga Bunga, ha fatto quello che per lui, ma solo per lui era più congeniale, ossia cemento e catrame.
I commenti di disappunto dei cittadini postati sulla pagina Facebook del Comitato ABC non lasciano scampo all’attuale compagine di Governo. Eccone solo alcuni:
“Per 5 anni non hanno fatto un caxxo… Non potevano continuare per altri 5/6 mesi !?! Poi si chiedono perché uno inizia ad insultarli !!!! Fuori dai co… oni” !!!
“Ci sta una logica perversa quando si parla di verde e ambiente che consciamente o inconsciamente porta a trovare sempre la peggiore delle soluzioni.
Dal catrame sugli alberi alle ruspe nel fiume nel periodo di nascita delle trote, ci segnala che non c’è una visione in questi lavori.
E’ come se a uno ci fa male un dito del piede e si taglia tutto il resto del piede per star meglio”.
“Uno scempio”!
“Un campo da calcio al posto di un bosco secolare”.
“La colpa è anche nostra…una volta compreso da chi eravamo “amministrati”, avremmo dovuto presidiare il territorio.
Ammesso che avvenga la ripiantumazione, occorreranno almeno 80 anni per riavere una parvenza di ciò che era il parco”.
“Prima che incominciassero ho chiesto alla massima autorità cittadina di che tipo di lavori si dovevano effettuare nel parco mi avevano assicurato di uno sfoltimento di soli alberi malati e di un successivo rimboschimento vincolante e rapido”.
“Al vedere di queste immagini resto deluso , avvilito e tradito. Si priva una delle zone più belle di un polmone vitale”.
“C’è poca cura del verde, bene comune e indispensabile di noi cittadini, quando iniziano a potare si vede la poca esperienza, chiamiamola così, delle mani degli operatori, si sente l’ascia sulla pelle che fa male guardare, poi sé abbattono dicono e mostrano la malattia dell’albero, in molti casi, di potrebbe anche provare a curare prima o fare prevenzione”.
“È un Peccato fare questo scempio”!
“Che peccato, ma perché”?
Tra qualche mese gli abitanti di Atripalda potranno decidere sul futuro della città e su quello delle loro famiglie…fate la cosa giusta.
Foto – Antonio Cucciniello


