Il mercato di Atripalda diventa a misura di parco.
Il mercato settimanale si restringe e trova una nuova disposizione tutta interna al parco delle Acacie.
Una scelta che porterà l’attuale Traversa I Via Appia, adiacente al parco, ad essere liberata dai banchi degli alimentaristi e recuperare 72 posti auto durante lo svolgimento della fiera del giovedì.
Una riorganizzazione a valle di una preoccupante riduzione dei mercatari passati da 140 a soli 95, un sintomo grave di una morte neanche troppo lenta del mercato di Atripalda.
L’assessore al commercio Gianna Parziale ha illustrato durante il consiglio comunale del 29 dicembre la nuova disposizione, ha evidenziando come sia frutto dell’interlocuzione e le richieste delle associazioni di categoria che rappresentano i commercianti.
Come da planimetria in foto si è deciso di collocare nei pressi dei tre ingressi laterali dalla Traversia I Via Appia, evidenziati dalle frecce rosse, i florovivaisti (FV) e una parte degli alimentaristi (A).
In fondo al parco nei pressi della recinzione che separa dal letto del fiume Fenestrelle sono stati invece collocati gli alimentaristi di prodotti ittici (AI) e i restanti alimentaristi.
Al centro restano i banchi degli imprenditori agricoli (A) e tutti i non alimentari (N).
Le opposizioni hanno sollevato forti critiche e perplessità ponendo una questione comune, si è chiesto all’amministrazione se il mercato sia ancora una priorità e ci sia la volontà di tenerlo caposaldo della tradizione della comunità atripaldese.
L’accusa è la passiva accettazione della riduzione degli ambulanti presenti.
In particolare i consiglieri Giuseppe Spagnuolo e Nancy Palladino hanno sottolineato come ci si limiti a constatare ciò che accade ma non si interviene, i posteggi che si liberano chiedono siano rimessi a bando sul BURC regionale(Bollettino Ufficiale Regione Campania), come di prassi avviene, salvaguardando l’attrattività e la vitalità del mercato oggi depauperate.
Il discorso è stato ripreso da Roberto Renzulli di ABC sottolineando come la riduzione negli anni degli ambulanti ha reso il mercato “un mercatino rionale che da l’ultimo colpo al commercio cittadino”.
Ha poi ricordato l’esistenza di fondi e bandi che permettono lo sviluppo ed il sostegno che si dovrebbe solo decidere di andare ad intercettare.
La consigliera Nazzaro ha voluto riproporre quello che è ormai un sogno nel cassetto, il mercato in piazza: “A fronte di uno studio approfondito mi sento di riproporre il ritorno al centro città, altrove è ciò che sta dando più vitalità permettendo il recupero del mercato nei centri storici”.
L’altro aspetto critico evidenziato dalle opposizioni riguarda l’inquinamento e lo sporco che si sposterà dall’esterno alla zona interna al parco riservata agli alimentaristi.
La preoccupazione è verso lo sversamento delle acque maleodoranti nel Fenestrelle e le proprietà private li adiacenti ma anche alla fruibilità del parco per gli avventori nei giorni a seguire a causa del cattivo odore e i residui alimentari.
Il sindaco Spagnuolo ha rigettato al mittente ogni accusa rivendicando una scelta fatta per valorizzare e non depauperare, ha evidenziato di non aver ridotto i posti ma constatato piuttosto un’ assenza di richieste per cui reputa inconcludente rimetterli a bando.
A questa affermazione è seguita un’ accesa discussione con l’opposizione in cui il consigliere Musto ha sottolineato che in realtà la richiesta c’è in quanto ogni giovedì si presentano al mercato gli spuntisti.
Quindi a fronte dell’assenza degli assegnatari abituali, ha spiegato, le piazzole rimaste vuote vengono di volta in volta riempite da questi ultimi, segno per Musto che avremmo richieste di postazioni se rese disponibili attraverso bando.
Il sindaco ha però ammesso e rivendicato la scelta dei soli 95 posti per un mercato di maggiore qualità.
Il dibattito lascia evidentemente sul piatto una discussione tutt’altro che esaurita e che sicuramente accenderà ancora lo scontro politico sul tema.
Anche se a fatica il Sindaco ha ammesso che c’è una scelta precisa dietro la situazione attuale ma da cronisti ricordiamo come nel recente passato si era paventato un progetto per il mercato differente, per gli alimentaristi si era immaginato un posizionamento all’interno delle strutture al coperto presenti nel parco Acacie senza intaccare i posti per le altre categorie.
Sarà questo l’approdo finale tra qualche tempo? Quanto potrà sopravvivere il mercato che continua a calare in offerta e presenza di ambulanti?
Forse sarebbe opportuno spiegare alla città quanto si ha intenzione di fare da qui ai prossimi anni data l’importanza storica del mercato ed il legame che la città mantiene con una delle sue tradizioni più riconoscibili in provincia.


