Il futuro dipende da ciò che fai oggi… diceva l’immenso Gandhi, e ciò che posso fare io per il futuro e di permettere ai giovani di riavere fiducia in noi, consegnandogli una città pronta ad accoglierli e ad accogliere il cambiamento.
I nostri giovani vanno via, sono diventati apatici, demotivati, senza stimoli, ma il problema fondamentale non sono loro, siamo noi.
Li abbiamo allontanati dalla realtà, quella realtà vergognosa che non vorremmo fargli vedere, quella realtà dove per loro non c’è posto e non c’è fiducia.
La realtà di Atripalda è seriamente compromessa dalla totale scomparsa di strutture di aggregazione giovanile, non diamo più spazio all’impegno giovanile, sia sotto il profilo associativo sia sotto il profilo sociale che quello politico e sportivo, tant’è che sul territorio abbiamo i problemi che sono sotto gli occhi di tutti, della mancanza di impianti sportivi e soprattutto di progetti che da anni non vengono fatti, soprattutto negli ultimi 10, sotto le due precedenti amministrazioni, la memoria fa fatica a ricordare a quanto tempo fa risale l’ultima sede politica del territorio, e per sede politica intendo un luogo dove fare politica, dove occuparsi dei problemi della città e trovare una soluzione per risolverli, non dei circoli dove scappare dalla routine quotidiana e bere una birra con gli amici, certo anche questo ci vuole ma non chiamatele sedi politiche.
Pensare di vedere i miei figli un giorno andare via, perché viviamo in una città abbandonata al suo triste destino, senza prospettive lavorative, senza incentivazione commerciale, senza innovazioni, mi pone un interrogativo… cosa faccio ad Atripalda?
Meglio andare altrove per investire sul futuro? No!!! Ho già investito su questa città ed è arrivato il momento di riscuotere nel modo migliore che conosco… lavorare per questa essa, impegnarmi per salvare il futuro dei miei figli, con le tante idee che ABC mi ha permesso di elaborare, e con le tantissime idee che anche i miei compagni di questo meraviglioso viaggio hanno messo sul piatto, e pensate… l’obiettivo è sempre lo stesso “il bene di questa città”,
In che modo si può voler bene a questa città? Attraverso cose che non sono impossibili o irraggiungibili, attraverso cose che intorno a noi, altri comuni hanno già sviluppato senza problemi, ma con tanta passione, tanto amore e soprattutto tanta competenza, quella stessa competenza che forse fino ad ora ad Atripalda è mancata e che manca da troppo tempo.
Lo studio, la programmazione, la progettazione e l’intercettazione di fondi Europei è alla base per uno sviluppo turistico, commerciale, sociale, tecnologico che aprirà le porte ai giovani per sviluppare la loro creatività utilizzando le risorse a disposizione ed innalzare una struttura virtuosa fatta di cittadini operosi e amorevoli verso la propria terra, creando un indotto lavorativo che permetterà lo sviluppo e la ripresa di Atripalda, con un conseguente incremento demografico non dovuto dovuto alle false promesse fatte fino ad oggi ma semplicemente al fatto che nessuno dei nostri figli andrà più via.
Non credo di essere un sognatore, ma qualora lo fossi, allora vi prego non svegliatemi e fatemi continuare a credere che il 12 giugno, noi tutti, potremo cambiare le cose dando fiducia ad un gruppo di donne e di uomini mossi solo ed esclusivamente dalla voglia di ricominciare a vivere in maniera dignitosa in una città che può ritornare allo splendore di un tempo, grazie al Progetto Atripalda 2032 di ABC Atripalda Bene Comune.


