Il comune di Atripalda vicino al pre-dissesto finanziario.
Sono giorni difficili e decisivi per le sorti della città di Atripalda.
Si contano le ore per conoscere l’esito delle aste dei “gioielli di famiglia”.
Tutto è legato alla vendita di un bene in particolare; il più costoso, il famosissimo Centro Servizi di via San Lorenzo.
Una struttura costruita anni fa, costata una fortuna e che avrebbe dovuto rappresentare un punto di riferimento importante, non solo per Atripalda ma per l’intera provincia.
Il risultato? Otto milioni di euro buttati ed uno stabile completamente abbandonato, che necessita di una quantità di interventi importanti, sia sotto il profilo della manutenzione ordinaria che di quella straordinaria.
Dopo la prima asta andata deserta, per tutti i beni posti in vendita dal Comune, l’amministrazione Spagnuolo aspetta il risultato della seconda, la più importante, sul Centro Servizi, che si chiuderà venerdì 31 gennaio alle ore 12.00.
In mancanza di proposte, non ci sarà scampo, si procederà con molta probabilità al pre-dissesto.
L’annuncio potrebbe essere dato già nel prossimo consiglio comunale, tra la fine di marzo e la prima decade di aprile.
Ma che cos’è il pre-dissesto?
Il cosiddetto pre-dissesto è stato introdotto nel 2012.
Nel corso degli anni ha registrato frequenti modifiche ed integrazioni, l’ultima delle quali è intervenuta nella legge di bilancio del 2018.
Si tratta di una procedura che i comuni in crisi possono mettere in atto per evitare il dissesto vero e proprio, e consiste in un piano di riequilibrio pluriennale che può essere assistito dallo Stato, il quale anticipa risorse attingendo ad uno specifico fondo denominato rotativo.
In sostanza l’obiettivo della procedura del pre-dissesto è aumentare le entrate dei Comuni e diminuire le spese: ecco perché solitamente gli enti che scelgono questa opzione vedono impennare la pressione fiscale a danno dei contribuenti, oltre a ridurre sensibilmente i servizi.


