Vincenzo De Luca – ”C’è stata la festa all’ambasciata americana per i 250 anni degli Stati Uniti d’America.
Una delle cose che ho sentito, soprattutto da parte del Presidente del Consiglio e di esponenti autorevoli dell’informazione e della stampa, è che noi dobbiamo difendere il rapporto storico con gli Stati Uniti.
Su questo siamo d’accordo tutti quanti.
A me pare intollerabile l’ipocrisia e il trasformismo di chi vuole cambiare un rapporto di subalternità che abbiamo avuto nei confronti di Trump, non dell’America, ma di Trump, per trasformarlo in un atteggiamento di piena autonomia che abbiamo sempre avuto.
Voglio ricordare, premesso che nessuno vuole dichiarare guerra agli Stati Uniti d’America e premesso anche che la politica deve avere una sua dignità, che in modo particolare il Presidente del Consiglio ha rivendicato pubblicamente una comunanza di valori con Trump, dicendo che “siamo l’Occidente”.
Vorrei ricordare che non siamo obbligati ad avere una comunanza di valori. Siamo obbligati a parlare con tutti coloro che hanno responsabilità di governo, ci mancherebbe altro, ma non siamo obbligati a mentire o a nascondere la realtà. Trump si è presentato con l’immagine di un buffone.
A ogni evento pubblico, ricorderete, faceva il balletto sui palchi. Questa è una cialtronata e non siamo obbligati a condividerla. Si è presentato come amico fraterno di Epstein. T
rump frequentava l’ambiente delle prostitute e delle minorenni che Epstein organizzava, per il quale poi è stato arrestato. Quello era l’ambientino che frequentava Trump. La comunanza dei valori…
Trump è quello che ha dato l’assalto al Campidoglio, al Parlamento americano. Provate a immaginare uno che, dopo aver perso le elezioni, organizza l’assalto a Montecitorio o al Senato. È lui che ha dato la grazia ad alcuni che hanno tentato un colpo di stato. “Siamo l’Occidente”.
È quello che ha organizzato l’ICE, quella struttura poliziesca che uccide la gente che protesta, o ve ne siete dimenticati? O che sequestra bambini.
Trump è quello che si è messo in tasca due miliardi di euro da quando fa il Presidente, che mescola l’attività istituzionale con fatti privati e familiari, con il genero che va in giro tranquillamente.
È quello che ha ricevuto in regalo un aereo, un Boeing 740, credo dal Qatar o dagli Emirati. Va in giro con questo aereo dimostrando un’assoluta mancanza di dignità personale e istituzionale.
“Noi condividiamo i valori”. Che cosa condividiamo? Io non condivido niente con un soggetto del genere.
Trump è quello che ha oltraggiato il Canada, che ha parlato per mesi della necessità di includere il Canada come nuovo Stato americano e della necessità di conquistare la Groenlandia. E tutti zitti. È quello che ha sequestrato Maduro con un atto di banditismo politico.
Certo, neanche quello era un modello di democrazia in stile Westminster, come non lo è Xi Jinping. Ma andatelo a sequestrare se volete difendere i valori, e non il petrolio e le relative forniture.
È colui che sta tentando di affamare Cuba. Che ha fatto una guerra illegale in Iran per cambiare il regime, ottenendo solo di renderlo più forte e di creare disordine mondiale, tutto in palese violazione del diritto internazionale.
E il Presidente del Consiglio dice “non condivido ma non condanno”. E che fai allora, gli esercizi spirituali? Nel frattempo l’Italia paga l’aumento dei prezzi dei prodotti energetici. Siamo amici, eppure mettiamo i dazi sulle nostre esportazioni.
Trump ha ricattato le università americane, minacciando di togliere i finanziamenti pubblici in caso di posizioni critiche. Ha ricattato gli organi di informazione e i giornalisti, ha licenziato funzionari pubblici rigorosi e ha aggredito per mesi il presidente della Federal Reserve.
Questo è il soggetto e questi sono i prodotti del paradosso democratico. In democrazia si possono avere anche questi paradossi, se ne prende atto e si deve dialogare.
Bisogna però avere il coraggio di difendere la dignità della politica e di non avere consonanza di valori con queste figure. Per mesi abbiamo ascoltato la litania del “condividiamo i valori”. Io non condivido niente con questo signore.
Oggi che questo soggetto è venuto alla luce con tutta la sua arroganza e cafoneria, non possiamo raccontare all’Italia il contrario della realtà. Siamo stati vassalli e maggiordomi per mesi.
Per onestà intellettuale devo aggiungere che sono stati ampiamente vassalli tutti i leader politici d’Europa e del mondo, tranne un paio di eccezioni.
Una è il premier canadese, Carney, che ha risposto con molta ironia, dimostrandosi un grande personaggio politico. L’altro è Xi Jinping, che trovandosi in una posizione di forza se ne può infischiare di Trump e ha acquisito prestigio in questi anni come figura di stabilità.
Poi ci sono Modi in India, Lula in Brasile e pochi altri che hanno avuto il coraggio di parlare con un linguaggio di verità. In Europa, invece, tutti vassalli. Questo è l’unico, relativo, alibi dell’onorevole Meloni. Che però, con Trump, condivideva i valori dell’Occidente.”


