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27 Settembre 2020
Ultima pubblicazione: 27 settembre 2020 18:03:30
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I NONNI SALVANO 7MLN DI FAMIGLIE IN POVERTA’

I nonni salvano 7mln di famiglie dalla povertà

In questa che potremmo definire “l’epoca storica del precariato seriale per i giovani”, sono i nonni che fanno da ammortizzatore sociale salvando figli e nipoti dalla povertà. 

Sta ritornando l’immagine della famiglia di un tempo, in cui nonni, figli e nipoti condividevano lo stesso tetto. 

Sembra essere scattata una nuova solidarietà familiare tra generazioni, volta alla sopravvivenza. 

In Italia 7,4 milioni di famiglie, circa una su tre, vivono grazie alla pensione. 

Essa sembra essere diventata fondamentale per andare avanti.

In molte famiglie gli assegni pensionistici coprono più dei tre quarti del reddito familiare disponibile, in tante altre costituiscono l’unica fonte di reddito. 

A rilevarlo è stato l’Istat, che a fronte di una ricerca svolta sui dati del 2017 e 2018, ha dichiarato:

“la presenza di un pensionato all’interno di nuclei vulnerabili consente quasi di dimezzare l’esposizione al rischio di povertà”. 

Un dato piuttosto allarmante che la dice lunga sia sull’invecchiamento della popolazione che sulle difficoltà lavorative ed economiche a cui vanno incontro le famiglie italiane. 

Un dato che nel concreto è molto più ampio, se prendiamo in considerazione il fatto che spesso anche se si vive sotto tetti diversi, l’assegno pensionistico finisce per essere condiviso tra più famiglie. 

Grazie ai nonni che la povertà italiana viene arginata, ciò è possibile soprattutto grazie al fatto che coloro i quali vanno in pensione oggi e hanno iniziato a lavorare negli anni settanta e ottanta, hanno cumulato l’anzianità contributiva in tutt’altro modo. 

È l’Istat stesso ad affermare che: “è progressivamente aumentato il peso delle pensioni maturate nelle fasi di maggiore crescita economica”. 

Purtroppo però non tutti possono far affidamento su certi budget. 

La stessa ricerca Istat ha denunciato un’ampia disuguaglianza di reddito. 

Nel 2018 i pensionati italiani, stando ai risultati dalla ricerca, erano 16 milioni, di questi il 36,3%, uno su tre per intenderci, riceve un assegno mensile di 1000 euro, mentre il 12,2% non supera i 500 euro mensili. 

Ciò significa che solo un quinto percepisce un assegno pensionistico superiore a 2000 euro. 

La ricerca inoltre ha evidenziato una disuguaglianza di genere e territorio. 

Le pensioni delle donne sono nettamente inferiori a quelle degli uomini, ed il nord assorbe parte dei fondi riservati alla pensione. 

Un quinto dei pensionati con redditi più bassi, infatti, risiede al Sud, dove sono più diffuse le pensioni assistenziali. 

 

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