1 Giugno 2020
Ultima pubblicazione: 01 maggio 2020 22:14:48
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Attualità

GLI EFFETTI “BENEFICI” DELLA PANDEMIA

Gli effetti “benefici” della pandemia.

Tutti noi stiamo attraversando forse uno dei periodi più complicati della nostra epoca sul piano sanitario, sociale ed economico.

Il Covid-19 ci sta facendo sentire defraudati del nostro diritto alla libertà personale, impotenti, umiliati, mortificati, disabilitati…

Vorrei tuttavia soffermarmi sulla questione mettendo in luce gli aspetti positivi di questa clausura forzata, se di positività si può parlare.

Per esempio, siamo tornati ad essere padroni del nostro tempo, come non eravamo più abituati prima.

Stiamo imparando ad ottimizzare le nostre risorse ed energie per fare cose nuove, diverse, quali leggere un libro, cucinare, riprendere quel lavoretto in casa che avevamo lasciato in sospeso…

Senza contare inoltre lo spirito di collaborazione, convivenza e convivialità che stiamo riscoprendo in famiglia, siamo tornati ad essere mariti, mogli, genitori, figli…

Già, i figli: da quanto tempo non ci dedicavamo a loro emotivamente, non solo vestendoli, nutrendoli, scortandoli nei loro innumerevoli impegni stilati sulla tabella di marcia del bambino perfetto, proiettando su di loro la nostra corsa ansiosa a riempire gli spazi vuoti?

Relazioni: no, non sto parlando di pubbliche relazioni, ma proprio del riavvicinamento sentito alle persone a noi care, ai nostri amici con i quali era da tempo che non ci concedevamo una bella e sana chiacchierata via skype o per telefono, per dirci cose non dette, per ridere e scherzare in maniera genuina, non artificiosa per darci un tono, per ritrovare la magia dei primi tempi di conoscenza.

Siamo stati costretti a (re)imparare ad ascoltare, a confrontarci, a metterci in discussione con le nostre famiglie, legittime ed acquisite.

E ora, finalmente sappiamo anche che faccia hanno i nostri vicini ai quali dedichiamo un saluto e un sorriso. Oltre allo spirito solidale tra sconosciuti e conoscenti.

Ambiente: non elenco dati specifici di cui non posso essere in possesso, né disquisisco tecnicamente poiché non sono un esperto in materia.

Posso solo dirvi che l’argomento è piuttosto vasto e intricato, considerando che i rilevamenti di pm10 riguardo all’inquinamento atmosferico sono stati piuttosto insignificanti.

Però è pur vero che, costretti in casa, ci muoviamo poco con le nostre auto, magari preferibilmente a piedi nelle vicinanze per motivi di “comprovata necessità”.

Le nostre strade hanno assunto un aspetto quasi etereo e naturalistico, come fossero in pace con quanto le circondi.

Smartworking: abbiamo scoperto per ovvie cause di forza maggiore la possibilità di lavorare da casa.

Tuttavia potrebbe essere una soluzione intelligente per chi ne avesse bisogno, per esempio per quelle donne di famiglia sempre di corsa, in affanno, che fanno fatica a conciliare gli impegni professionali con le esigenze familiari.

Oppure lavoratori in difficoltà a garantire presenza costante sul luogo di lavoro per motivi tecnici o logistici.

E voi lettori cosa ne pensate? Sperando che tutto finisca presto e nel migliore dei modi, potrebbe essere uno spunto di riflessione dal quale ripartire più consapevoli delle nostre risorse, nonché più forti e strutturati ad affrontare simili complicazioni.

 

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