In seguito alla normative emanate dal Ministero della pubblica istruzione, in relazione allo stato di crisi che stiamo vivendo, la Federico II dispone le seguenti normative (ne riportiamo alcune dal sito ufficiale Unina.it):
Attività didattiche in presenza.
Le attività formative in presenza di qualsiasi livello, nonché le attività ad esse equiparabili, con esclusione dei corsi post-universitari connessi con l’esercizio di professioni sanitarie, ivi inclusi quelli per i medici in formazione specialistica, i corsi di formazione specifica in medicina generale, le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie, sono sospese fino alla data del 15.03.2020, ferma la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza.
Didattica a distanza.
Le attività di formazione a distanza saranno potenziate, al fine di coprire progressivamente la totalità dei corsi erogati, mediante specifica iniziativa le cui caratteristiche e modalità di utilizzo saranno comunicate sul portale web di Ateneo.
Esami di profitto e tesi di laurea, procedure concorsuali.
Gli esami di profitto e le tesi di laurea potranno svolgersi previa adozione delle misure organizzative tese a limitare gli affollamenti, garantendo comunque la distanza interpersonale di almeno un metro e nel rispetto di quanto indicato al punto 7 della Direttiva n. 1/2020 del Ministro per la Pubblica Amministrazione.
Nel caso i cui candidati previsti nella sessione superino il numero di 25 unità, i soggetti responsabili di tali attività dovranno comunicare, con congruo anticipo, la data prevista per lo svolgimento e il numero di studenti coinvolti alle Scuole ed ai Dipartimenti di afferenza, al fine di permettere la gestione degli affollamenti complessivi nelle sedi.
Saranno emesse, con specifico provvedimento, ulteriori disposizioni per consentire lo svolgimento di esami a distanza, per motivate esigenze.
Ovviamente, sui canali social dedicati, buona parte degli studenti si unisce al grido di disaccordo con questa politica “incosciente” riguardante gli appelli di esame.
La questione riguarda i candidati fuori sede che, costretti a spostamenti in massa, verrebbero meno agli appelli di responsabilità e di sicurezza, più volte ribaditi in questi giorni.
Oltre al totale disinteresse per un eventuale assembramento di studenti nelle aule o corridoi delle strutture.
“È davvero necessario lo svolgimento di un appello di esame, quando siamo in piena emergenza nazionale?”
“La coscienza di un docente, laureato e adulto dovrebbe essere di esempio. A prescindere dalle normative ministeriali, avrebbe dovuto rinviare appelli a data da destinarsi.”
Queste sono alcune delle dichiarazioni di studenti, in risposta agli aggiornamenti su Unina.it, da noi raccolti, nella giornata di oggi.
Vi terremo aggiornati su eventuali sviluppi.


