Esami di stato, ecco alcuni strafalcioni.
Lo immaginate D’Annunzio nei panni di un affaccendato estetista? Probabilmente no.
C’è però chi sembra essere convinto che il “poeta vate” di professione facesse proprio l’estetista, o meglio il caposcuola degli “estetisti”.
È questa una delle perle che ha arricchito il “catalogo degli orrori” dei maturandi.
Infondo non c’è maturità che si rispetti senza il suo carico di strafalcioni, quindi anche quest’edizione 2020, seppur atipica, non poteva certamente essere da meno.
Le due materie più “martoriate” sono, anche quest’anno, nonostante l’esame in forma ridotta dovuto alla pandemia, storia e letteratura italiana.
Sin da sempre le date sono il vero tallone di Achille dei maturandi.
Quest’anno le cadute più rovinose sono state legate alla caduta del Muro di Berlino, che per alcuni studenti sarebbe avvenuta nel 1948, peccato che allora il muro non esisteva ancora.
Il muro di Berlino infondo non sorgeva in Italia, che dite li perdoniamo?
Ma dire che la Costituzione Italiana, sarebbe entrata in vigore nel 1968, quindi con vent’anni di ritardo rispetto alla realtà, è imperdonabile.
Sempre a proposito di storia, alcuni studenti hanno affermato che le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki non solo siano state sganciate durante la Prima Guerra Mondiale, ma addirittura per volere dell’esercito nazista. Aiuto!
Passiamo ora alla povera letteratura italiana.
Che penserebbe il buon Leopardi se gli dicessimo che alla sua Silvia, a cui dedicò, appunto l’Idillio “A Silvia”, siano state dedicate le medesime parole d’amore anche da Francesco Petrarca e da Giovanni Pascoli.
Beh probabilmente anche un pessimista come lui avrebbe sorriso dinanzi ad una tale affermazione.
Non è andata di certo meglio al povero Pirandello scambiato per un esponente della pittura espressionista, forse il suo parlare di maschere, identità e finzione avrà ispirato il candidato.
Tutto questo caos mentale non ha risparmiato neanche Giovanni Verga, che si è visto rubare i diritti d’autore di “Rosso Malpelo” da Giovanni Pascoli.
Sarà stato il nome di battesimo a mandare in confusione lo studente?
Gli scivoloni non sono mancati neanche nelle parti innovative dell’esame dove il candidato è chiamato a rispondere a domande di altro genere tipo “cosa vorresti fare in futuro?”.
Ed ecco che un ragazzo si è detto orientato verso carriere ‘umanitarie’, al che il docente ha domandato:
“Quindi vorresti fare il medico o il volontario?”, “No, mi iscriverò alla facoltà di Lettere”, ha risposto lo studente.


