Covid, allerta Iss e Ministero: sale l’età media dei positivi.
Coronavirus, aumentano i casi e risale l’età media dei positivi.
Iss e Ministero della Salute mettono in guardia: più precauzioni in famiglia.
Per la settima settimana consecutiva, aumentano i contagi da Coronavirus in Italia.
Sono quasi 2400 i focolai attivi nel Paese, di cui 698 nuovi, spesso associati ad attività ricreative che comportano assembramenti e violazioni delle regole di distanziamento fisico.
Nel report settimanale sull’andamento dell’epidemia il ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità osservano un “lento e progressivo peggioramento dell’epidemia di SARS-Cov-2, sebbene con un andamento più contenuto rispetto a quello osservato in altri Paesi europei”.
“Al momento i dati confermano l’opportunità di mantenere le misure di prevenzione e controllo già adottate ed essere pronti all’attivazione di ulteriori interventi in caso di evoluzione in ulteriore peggioramento”.
Il virus in questo momento ha smesso di viaggiare in aereo e ha cominciato a viaggiare in famiglia.
Nella settimana al 15 settembre i contagi sono stati contratti sul territorio nazionale (82%), con una diminuzione di quelli importati dall’estero (10,8%).
È in diminuzione da due settimane anche la percentuale casi importati da un’altra Regione (5,5%).
Una tendenza che indica come si stia esaurendo la scia dei contagi causati dal rientro dalle vacanze estive.
Da tre settimane è in aumento l’età mediana dei casi diagnosticati (41 anni nella settimana di monitoraggio) ed il 35% dei nuovi casi diagnosticati nella settimana di monitoraggio ha un’età maggiore di 50 anni.
Ciò dimostra che il virus si moltiplica in famiglia, dove sono i più giovani ad infettare i più anziani.
Nel report settimanale si evince inoltre l’aumento del numero dei ricoveri.
A livello nazionale il tasso di occupazione in area medica è aumentato dal 2% al 4%, mentre il tasso di occupazione in terapia intensiva dall’1% al 2%, con valori superiori al 5% per alcune Regioni.
“Sebbene non siano ancora stati identificati segnali di sovraccarico dei servizi sanitari assistenziali la tendenza osservata potrebbe riflettersi in un maggiore impegno.
Si conferma, inoltre, l’importante e crescente impegno dei servizi territoriali (Dipartimenti di Prevenzione) per far sì che i focolai presenti siano prontamente identificati ed indagati”.


