Covid-19: terapie intensive in aumento, i dati.
In crescita la curva epidemica nel nostro Paese con 5.901 nuovi casi nelle ultime 24 ore, a fronte di 112.544 tamponi eseguiti, e 41 morti che portano il totale a 36.246 vittime dall’inizio dell’emergenza.
Sempre nelle ultime 24 ore i pazienti guariti/dimessi sono stati 1.428.
In aumento sempre più sostenuto anche il numero di persone ricoverate nelle terapie intensive, +62, per un totale di 514.
A fronte di questi nuovi dati ci si chiede quale siano le regioni italiane in grado di affrontare una seconda ondata.
Secondo i dati pubblicati su “Il Sole 24 Ore” al momento sono solo tre le regioni in grado di reggere una seconda ondata, ovvero Veneto, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta.
Queste con una dote di letti in terapia intensiva che supera i 14 posti per 100mila abitanti rientrano nella soglia di sicurezza fissata dal Governo lo scorso maggio, quando sono stati scorso quando stati stanziati 1,3 miliardi con il Decreto Rilancio per potenziare questi reparti necessari ai malati Covid più gravi.
Ma se queste sono le regioni più preparate quali sono invece quelle più indietro?
È il Centro-Sud, risparmiato dallo tsunami della primavera scorsa, ad essere il più impreparato.
In questo momento le regioni che destano maggiore preoccupazione sono la Campania, l’Umbria e le Marche.
Nella nostra regione, la Campania, che al momento presenta uno dei quadri epidemiologici più preoccupanti ci sono solo 7,3 letti per 100mila abitanti, seguita da Umbria con 7,9 e Marche con 8,3.
Qual è invece la situazione in Lombardia, una delle regioni più colpite dalla prima ondata epidemica?
In questo momento la Regione conta meno di dieci letti, 9,8 per l’esattezza, per 100mila abitanti, per un totale di 983 posti attualmente disponibili, 120 in più rispetto alla situazione pre-coronavirus.
Questa secondo i dati forniti dal quotidiano milanese è la fotografia attuale delle rianimazioni italiani, anche se va ricordato che sono ancora in fase di completamento i piani regionali a cui si è lavorato l’estate scorsa con il commissario Domenico Arcuri per creare 3.553 posti aggiuntivi.
Il 13 ottobre è stato chiuso il bando della struttura commissariale per le imprese che dovranno iniziare i lavori entro fine ottobre.
Ovviamente è doveroso ricordare che le terapie intensive non sono solo destinate ai pazienti Covid e che il tasso medio di occupazione nelle rianimazioni è del 50%, ciò vuol dire che almeno la metà dei letti a disposizione è destinata a pazienti non affetti da Coronavirus.
Fonte Il Sole 24 Ore.


