Covid-19, le nuove regole europee per viaggiare in aereo.
In vista del Natale arrivano le nuove regole europee per viaggiare in aereo.
“Chi viaggia in aereo non dovrebbe essere automaticamente considerato ad alto rischio di diffondere il Covid-19, ma dovrebbe essere trattato alla stregua della popolazione locale che non ha avuto contatti diretti con un malato”.
A sostenerlo le nuove linee guida del traporto aereo pubblicate dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e dall’Agenzia europea per la sicurezza aerea (EASA).
L’Europa sembra fare quindi un passo indietro sui viaggi in aereo dopo il documento piuttosto restrittivo pubblicato nel maggio scorso.
Le persone che viaggiano in aereo, scrivono i due enti regolatori, non devono essere considerate automaticamente persone ad alto rischio di diffusione dell’intenzione, ma devono essere trattati allo stesso modo della popolazione locale che non ha avuto alcun contatto con persone positive al Covid-19.
Stando alle ultime ricerche scientifiche i viaggi in aereo sono più sicuri di quanto ipotizzato in un primo momento, la circolazione del virus tra chi prende l’aereo è di gran lunga più bassa rispetto a quella che si osserva nella popolazione.
Ragion per cui stando al documento le misure già adottate dalle compagnie aeree, ovvero uso delle mascherine, l’igienizzazione frequente dei velivoli, e via discorrendo basterebbero a minimizzare ulteriormente il rischio di infezione.
Un viaggiatore quindi secondo ECDC e EASA, al momento dell’imbarco non dovrebbe essere sottoposto ad alcun controllo particolare ma dovrebbe semplicemente attenersi alle semplici regole anti- contagio che è tenuto a rispettare come cittadino.
Le nuove regole europee per viaggiare in aereo secondo il direttore esecutivo dell’EASA, Patrick Ky potrebbero dare non solo una spinta ai viaggi in aereo tra i Paesi UE durante il periodo delle vacanze natalizie, ma “possono essere importanti per rendere possibili molti ricongiungimenti familiari durante il Natale”.
Nel documento ECDC e EASA inoltre hanno espresso il loro parere anche in merito a tamponi e quarantene.
Nell’attuale scenario pandemico, in cui il virus è diffuso in maniera uniforme ormai in tutti i Paesi membri, effettuare test in partenza o in arrivo e imporre una quarantena non solo avrebbero un impatto molto limitato ma sarebbe uno spreco di risorse.
“Testare i passeggeri in arrivo sarebbe efficace se i Paesi membri avessero già il totale controllo del Covid-19 sui loro territori nazionali, ha dichiarato Andrea Ammon, direttore Ecdc.
Ma per com’è la situazione oggi i casi importati contribuiscono molto poco all’andamento dell’infezione.
Quindi consigliamo agli stati membri di irrobustire la capacità di testare casi sospetti e di isolare le persone positive”.


