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8 Maggio 2026
Ultima pubblicazione: 08 maggio 2026 20:14:11
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Attualità

COME HANNO VISSUTO GLI ITALIANI IL LOCKDOWN

Come hanno vissuto gli italiani il lockdown?

A rivelarcelo un’indagine condotta nel corso della fase 1 dell’emergenza Covid-19, ovvero nel periodo dal 5 al 21 aprile 2020, dall’Istat (Istituto Nazionale di Statistica).

Dall’indagine che ha misurato i comportamenti e le percezioni dei cittadini è venuto fuori che “nonostante le restrizioni, il lockdown è stato vissuto all’insegna della serenità e di un clima familiare coeso e positivo”.

Alla richiesta di definire il clima familiare vissuto nel primo periodo dell’emergenza, tre cittadini su quattro hanno usato parole di significato positivo.

Meno del 15% ha scelto parole a cui non è stato possibile attribuire un significato univocamente positivo o negativo.

Solo l’8% ha utilizzato termini di significato negativo.

Per descrivere il clima familiare, un cittadino su due ha spontaneamente scelto una delle seguenti parole: buono” (14,4%), sereno” (12,6%), tranquillo” (10,4%), ottimo” (8,7%), amorevole” (3,8%).

Tra le parole di difficile classificazione, quella più frequentemente utilizzata è “normale” (9,9% dei cittadini).

Teso è invece il termine negativo più usato, ma solo dallo 0,7% degli intervistati.

La forte propensione all’interpretazione positiva della esperienza di lockdown è trasversale alle varie fasce di popolazione e all’area geografica.

Tuttavia, a livello territoriale, nell’area che comprende tutte le altre regioni del Centronord la percentuale di parole positive è più bassa rispetto alle altre del Paese, pur restando fortemente maggioritaria (70%).

Restando sull’onda di tale ottimismo l’indagine ha inoltre rilevato che nel corso della Fase 1, l’89,8% dei cittadini ha pensato che la situazione emergenziale si sarebbe risolta.

Solo il 10% è apparso pienamente ottimista e confidente in una rapida soluzione.

La posizione prevalentemente espressa si potrebbe definire di cauto ottimismo, visto che il 79,2% dei cittadini ha dichiarato che la situazione si sarebbe risolta ma ci sarebbe voluto del tempo.

Il 6,4% ha ritenuto che il Paese non fosse adeguatamente attrezzato per risolvere la situazione mentre il 3,8% non ha espresso un’opinione in merito.

L’indagine ha inoltre portato alla luce altri aspetti interessanti, come la valutazione della popolazione italiana nei confronti di medici ed operatori sanitari.

La maggioranza dei cittadini ha espresso una fiducia totale nel Servizio Sanitario nazionale, sia con riferimento al personale medico che alle altre tipologie di personale, e nella Protezione civile.

Aspetti certamente non trascurabile emersi dall’indagine sono quelli relativi alla valutazione dei provvedimenti presi, al rispetto del distanziamento sociale, al rispetto dello stare a casa e all’uso di dispositivi di protezione individuali.

In merito alla valutazione dei provvedimenti presi per contrastare la diffusione del Coronavirus la stragrande maggioranza dei cittadini (91,2%) ha ritenuto che le regole imposte per contrastare l’evoluzione della pandemia siano state utili per risolvere la situazione.

Come pure “chiare” sono state recepite le indicazioni su come comportarsi per contenere il contagio (89,5%).

Per quanto riguarda invece il rispetto del distanziamento sociale e del restare a casa l’indagine ha 

evidenziato che la maggior parte delle persone è riuscita a rispettare il distanziamento sociale e che ha limitato le uscite.

Ad uscire più spesso di casa sono stati i cittadini residenti a Nord, in particolar modo nella zona rossa (32%), rispetto a quelli del Mezzogiorno (22,8%).

Per quanto riguarda invece l’uso dei dispositivi di sicurezza, che nella fase 1 erano meno reperibili e più costosi, l’89,1% delle persone di 18 anni e più ha riferito di aver fatto uso di mascherine.

L’utilizzo è stato diffuso in modo trasversale in tutta la popolazione raggiungendo il valore più alto tra le persone di 45-54 anni (94,5%).

Relativamente più basso invece il valore rilevato tra i più anziani (73,5% per 75 anni e più), attribuibile molto probabilmente al fatto che hanno avuto meno bisogno di uscire. 

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