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23 Settembre 2020
Ultima pubblicazione: 23 settembre 2020 17:52:09
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Attualità

ALLA CAMPANIA IL PRIMATO PER MORTI DI CANCRO

La Campania ha il primato di morti di cancro.

Da dati emersi da una ricerca Eurostat pubblicata sul portale “Info Data, le notizie raccontate con i numeri” de “Il Sole 24 Ore”, è venuta fuori una realtà a dir poco sconcertante. 

La Campania si è aggiudicata un primato tristissimo, è prima in Italia per il numero di morti di cancro. 

I dati ottenuti dalla ricerca ha tenuto in considerazione i morti di cancro al di sotto dei 65 anni di età in tutta Europa.

L’Europa divisa in due settori.

La prima cosa che salta all’occhio, è la spaccatura che si è venuta a creare  e che rimanda alla vecchia “cortina di ferro”, che divideva l’Europa in due settori. 

Da una parte abbiamo, infatti, il blocco orientale, con un’incidenza delle patologie tumorali di gran lunga superiore alla media europea. 

Qui vediamo l’Ungheria capofila, seguita da Romania, Croazia e Polonia. 

Se prendiamo in considerazione il fatto che la media europea per morti di cancro è di 75 morti su ogni 100mila abitanti, mentre quella dell’Ungheria si aggira intorno ai 150 morti, ci rendiamo conto che qui la situazione è veramente gravissima. 

Dall’altra parte abbiamo, invece, il blocco occidentale, dove la media di morti di cancro e patologie affini è nettamente inferiore rispetto all’altro blocco. 

I luoghi dove il tasso di mortalità è più basso sono la Finlandia, la Svezia e l’isola di Cipro, dove muoiono di cancro circa 50 persone su ogni 100mila abitanti. 

La situazione in Italia.

Anche l’Italia si colloca al di sotto della media europea, ma qua si evince una situazione a dir poco strana, in una sola regione, la Campania.

Il tasso di mortalità risulta superiore a quello europeo, quasi da poter essere collocata insieme ai paesi orientali. 

Qui, infatti, il tasso di mortalità è di 76,8 morti ogni 100mila abitanti. 

Non si tratta però di una disparità tra nord e sud, infatti, seconda alla Campania, è la Valle d’Aosta. 

Non possiamo stabilire quali siano le cause di questo dato allarmante, possiamo solo ipotizzarle.

Forse è da attribuire alla cattiva sanità, alla terra dei fuochi, alla cattiva burocrazia o alla poca prevenzione.

L’unica certezza che abbiamo, è che il dato è sconcertante e poco rassicurante. 

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