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Comune di Avellino
4 Maggio 2026
Ultima pubblicazione: 30 aprile 2026 08:14:15
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Attualità

ATRIPALDA – PRESENTATA DENUNCIA ALLA PROCURA SUGLI SVERSAMENTI FOGNARI NEL FIUME SABATO

L’Associazione Ambientalista SOS Natura ha presentato nell’aprile scorso una denuncia presso la Procura della Repubblica di Avellino. L’esposto è stato indirizzato direttamente al Procuratore Rosario Cantelmo. Ecco quanto riportato nella denuncia.

“Lungo gli argini di cemento del fiume Sabato, ad Atripalda , e più precisamente nei pressi del civico 1 di via Gramsci, a pochi passi dal centro città, vi è una grande apertura rettangolare attraverso la quale, si verifica da tempo (come documentato dalla testata giornalistica online Impresa Diretta ) un riversamento di rifiuti liquidi discontinuo, ma prevedibile (non è ben definita la periodicità, ma si può prevedere lo sversamento entro certi limiti di tempo – ndr). 

A nostro avviso è legittimo presumere che lo “scarico” derivi da una sede fissa (abitazione privata), ma non sappiamo se ci sia un convogliamento diretto fra la fonte ed il corpo ricettore. Pertanto riteniamo che i suddetti liquami di origine domestica debbano rientrare nella disciplina dei “rifiuti liquidi” prevista nella parte IV del D.Lgs. n. 152/06 (che rappresenta la norma quadro per tutti i rifiuti – anche quelli liquidi). 

I summenzionati rifiuti liquidi sembrano costituiti prevalentemente da derivazioni del metabolismo umano e attività domestiche (cfr. art. 74, comma 1, lett. g, D.Lgs. n. 152/06) e vengono riversati in qualunque dimensione e quantitativo sul corso d’acqua (corpo recettore) del fiume Sabato, in pieno centro urbano. Tali liquami potenzialmente contengono sostanze organiche ed inorganiche sovente assai nocive, le quali se immesse nell’ambiente naturale senza alcun trattamento di depurazione, lo contaminano con negative conseguenze a carico degli esseri viventi nell’ambiente medesimo . 

Come evidenziato anche dai Giudici della Cassazione: <<… la disciplina sugli scarichi trova applicazione soltanto se il collegamento tra ciclo di produzione e recapito finale sia diretto ed attuato mediante un sistema stabile di collegamento. Se presenta, invece, momenti di soluzione di continuità, di qualsiasi genere, si è in presenza di un rifiuto liquido, il cui smaltimento deve essere come tale autorizzato>> (cit. Corte di Cassazione Penale – Sez. III – sentenza del 21 aprile 2015, n. 16623). La parte III del D.Lgs. n. 152/06 disciplina le operazioni connesse allo scarico di acque reflue canalizzate o convogliate (immissione diretta) e alla loro depurazione preventiva , posta in essere dallo stesso titolare dello scarico. 

In ultima analisi si precisa che la fuoriuscita di acque reflue da un impianto fognario costituisce un fatto mediante il quale l’impresa fognaria, detentrice delle acque, se ne «disfa». Persino il fatto che le acque siano fuoriuscite accidentalmente non consente di giungere ad una conclusione diversa . 

Dello stesso avviso è stata anche Cass. Pen. 17 gennaio 2008, n. 2478, G., la quale, in un caso di fuoriuscita dei reflui dal tronco di fognatura a monte dell’impianto di depurazione (non si trattava, dunque, di un’ipotesi di tracimazione, ma di sversamento), qualificava la fattispecie come un abbandono di rifiuti (liquidi) sul suolo. 

Per quanto sopra esposto, si sporge formale denuncia nei confronti della persona che verrà eventualmente identificata per le ipotesi di reato previste dal D.Lgs. n. 152/06 e quant’altro ravviserà codesta A.G., chiedendo la punizione del colpevole . Si precisa che, a nostro modesto avviso, in materia di scarichi e tutela delle acque potrebbero concorrere anche le ulteriori seguenti ipotesi di reato : danneggiamento aggravato di acque pubbliche ex art. 635/II comma n. 3 del Codice Penale; violazione del vincolo paesaggistico-ambientale, ai sensi del D.Lgs. n. 42/04 ove il corso d’acqua risulti “danneggiato” sotto il profilo paesaggistico (coltri di schiume, acque colorate, ecc…); avvelenamento colposo di acque destinate all’alimentazione ex art. 452 del Codice Penale”. 

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