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10 Dicembre 2019
Ultima pubblicazione: 10 dicembre 2019 09:30:29
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Politica

ATRIPALDA – PAOLO SPAGNUOLO:” IL SINDACO GUARDI IN CASA PROPRIA”

In relazione alla nota del Sindaco Giuseppe Spagnuolo, intendo brevemente replicare per senso di responsabilità verso i concittadini, ai quali va garantita la massima chiarezza.

Intanto saluto con favore “l’intervento” del Sindaco, un vero e proprio certificato di esistenza in vita, gradito ai tantissimi atripaldesi che si chiedono, quotidianamente, dove sia il primo cittadino.

Peccato, però, che la nota, intrisa di volgarità, verosimilmente non sia stata pensata, né scritta dal Sindaco al quale riconosco la capacità di colloquiare con toni e contenuti più nobili.

Il riferimento, infatti, al Comandante della Polizia Municipale condannato in primo grado, seguito da una contraddittoria dichiarazione di fede al garantismo, è inopportuna, perché offensiva nei confronti del consigliere di maggioranza, poi dimessosi, cui è toccata simile sorte giudiziaria, nonché anacronistica (perché ancora una volta dimostra che il Sindaco è ostaggio del passato e non sa guardare avanti).

Eppure, il consigliere di opposizione Landi si era limitato a sottolineare che, al cospetto dell’impegno economico assunto dalla Provincia per asfaltare Via Pianodardine, il Comune di Atripalda avrebbe dovuto semplicemente garantire la fluidità della viabilità in prossimità del cantiere.

Ed invece, tra l’incredulità della incolpevole impresa esecutrice (evidentemente non abituata ad operare nel caos) e le lamentele di commercianti e cittadini, asfaltare 300 mt di strada ha comportato 4 giorni di assoluto disagio.

L’impressione è che gli attuali amministratori, consapevoli della loro impopolarità presso i cittadini atripaldesi, siano sofferenti ogni qual volta l’opposizione evidenzia in maniera sistematica le lamentele quotidiane rappresentate nei bar, nelle piazze e sui social.

È come se ogni intervento dell’opposizione toccasse “un nervo scoperto”.

La reazione del Sindaco o, verosimilmente, dell’ignoto alter ego del primo cittadino, va addirittura oltre: considera il consigliere di minoranza colpevole del reato di lesa maestà, previsto ad oggi solo nei codici penali di alcuni Stati a regime monocratico, ogni volta esercita il suo potere / dovere di vigilanza e controllo.

Quanto alla mia frequentazione di istituzioni sovracomunali, ricordo al Sindaco che nel panorama politico provinciale c’è chi risulta assolutamente anonimo e chi, viceversa, viene apprezzato per le capacità dimostrate!

La città è ferma, abbandonata, sovrastata da problematiche ambientali, spenta culturalmente e commercialmente, la comunità disgregata, le strade sono sporche e la situazione finanziaria è pericolosamente peggiorata; su questi temi vorremmo la concretezza dell’amministrazione, che dopo quasi metà mandato non c’è. 

Il Sindaco, piuttosto che invitare qualcuno a scrivere repliche, si preoccupi di dare risposte ai suoi concittadini, anzi agli atripaldesi, perché non vorremmo addirittura rimpiangere il suo stile da Quinto Fabio Massimo “il temporeggiatore”!

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