“Festa in piazza” e polemiche e paese. La chiusura ritardata dei concerti degenera in scontro politico.
Il cartellone estivo atripaldese “Baraonda” ha svolto il suo main event con “Festa di piazza-Atripalda suona bene” e due serate, 27 e 29 agosto, arricchite dai dj set di Samuel frontman dei Subsonica e Dj Ralf monumento nazionale della musica da discoteca.
Gli eventi costati 25.000 euro circa alle casse comunali hanno attirato persone e convinto a metà. La prima serata con Samuel dei Subsonica è stato attrattivo solo per una sparuta platea di giovani che non hanno raggiunto i 500 spettatori.
Diametralmente opposta la situazione con l’arrivo di Dj Ralf, a discapito anche del meteo che prevedeva pioggia e la serata iniziata con lampi e tuoni a ritmo da discoteca, una folla da grandi occasioni e senza distinzioni d’età ha riempito piazza Umberto I per scatenarsi ai ritmi imposti dal re del Cocoricò di Riccione.

Nell’annunciare la seconda edizione di Festa di Piazza l’assessore delegata agli eventi Gianna Parziale aveva ribadito l’obiettivo dell’amministrazione:
“Vogliamo che Atripalda diventi un punto di riferimento per la musica, la cultura e la socialità, offrendo al nostro pubblico artisti di fama internazionale e allo stesso tempo valorizzando i giovani talenti locali.”
Le potenzialità ci sono evidentemente c’è da rivalutare le scelte per rendere l’offerta più varia e attrattiva a una fascia più ampia di persone, se si vuol essere punto di riferimento per la musica bisogna spaziare maggiormente tra generi e artisti.
Non sono mancate polemiche, che da usuale chiacchiericcio da piazza social dei nostri tempi, hanno addirittura scatenato uno scontro politico tra l’assessore Lello Labate e il consigliere di ABC Roberto Renzulli con promessa di un confronto nel primo consiglio comunale da fissare dopo le ferie agostane.
Il giorno dopo l’esibizione del 27 agosto un utente iscritto su Facebook, al gruppo politico “ABC Atripalda Bene Comune”, proteggendosi con l’ anonimato ha postato una lamentela denunciando la scelta infelice di protrarre la serata ben oltre l’ una, derogando ai limiti di emissione sonora fissati e disturbando il sonno di chi il giorno seguente aveva la sveglia presto per ragioni lavorative.
Il post è andato avanti tra chi condivideva e chi invece credeva non fosse un dramma se una serata estiva fosse animata dalla musica fino a tarda notte.
A commentare ad un certo punto è arrivato l’assessore Lello Labate che ha lanciato accuse di polemica costruita ad arte dal consigliere di ABC Roberto Renzulli amministratore del gruppo:

La reazione a questo intervento ha agitato gli animi dei sostenitori delle due fazioni e portato al ban dal gruppo di Labate.
A questo punto è comparso sul gruppo “sei di atripalda se” un post dello stesso Labate che denunciava il ban subito altrove:

Fin qui uno spettacolo desolante per cui non avremmo speso una riga di commento data l’ inadeguatezza a qualsivoglia rilevanza e utilità di quanto stava accadendo.
Se vi abbiamo riportato la questione è perché Renzulli, in un lungo post di risposta a Labate (ve lo riportiamo in foto), ha menzionato uno spiacevole episodio successo il 20 agosto il cui protagonista è stato lo stesso Assessore e di cui ha promesso voler dibattere nel prossimo consiglio comunale che sarà convocato.


Da quanto ci è stato possibile ricostruire l’episodio incriminato riguarderebbe una visita in comune di Renzulli recatosi agli uffici comunali per l’accesso a documenti inerenti sue questioni private.
Labate, presente anch’egli quel giorno, pare abbia ascoltato parzialmente e frainteso quello che Renzulli stava dicendo all’impiegato di competenza.
Convincendosi che il motivo delle richieste fosse indagare su di un nostro concittadino, Labate, ha ritenuto opportuno avvisarlo di quanto origliato.
L’interessato nei giorni successivi ha chiamato telefonicamente Renzulli e chiesto a brutto muso spiegazioni di cosa e perché si stesse interessando di lui.
La telefonata si è chiusa con Renzulli che ha chiarito l’equivoco e successivamente ha avvisato il Sindaco di quanto accaduto.
I dettagli ulteriori li scopriremo a questo punto dal dibattito che avverrà in consiglio comunale, certo è che quanto accaduto è un episodio preoccupante che declassa l’onorabilità delle istituzioni, ne escono svilite e ridotte a porto di mare da cui fuoriescono spifferi avvelenati e maldestri “piglia e porta” per dirla all’atripaldese.
Risvolti legali sulla vicenda ci risulta che non ve ne saranno ma non c’è dubbio che questa storia accenderà nuovamente gli animi in consiglio comunale, incattivendo ulteriormente lo scontro tra maggioranza e opposizioni.
Quello che ci auguriamo è che si trovi invece il modo di stemperare gli animi perché dai commenti letti ci sembra che questa guerra dei consensi stia creando uno scontro crescente, per ora solo verbale, anche tra i cittadini.
Tutto ciò può portare ad escalation indesiderate con episodi poco piacevoli le cui responsabilità ricadrebbero tutte sui rappresentanti politici e la loro assenza di moderazione e comportamenti consoni al proprio ruolo istituzionale.
Foto – Antonio Cucciniello


