Nella giornata di ieri, 16 giugno, il comune di Atripalda ha pubblicato un’ordinanza riguardante il fenomeno, fin troppo comune in Irpinia, degli incendi boschivi.
Nonostante la combustione di residui vegetali dovuti alla produzione agricola, sua una pratica tradizionale, gli incendi si verificano costantemente nel periodo estivo, mettendo a rischio non solo l’ambiente, ma anche l’incolumità degli individui.
L’ordinanza, quindi, pone l’assoluto divieto di “bruciatura di vegetali, loro residui o altri materiali connessi all’esercizio delle attività agricole nei terreni agricoli, anche se incolti, degli orti, parchi e giardini”, nel periodo considerato di estremo rischio per gli incendi boschivi.
Quindi, dal 15 giugno al 20 settembre, lungo le strade, nelle campagne e nei boschi del comune di Atripalda, non sarà possibile non solo bruciare residui agricoli, ma anche accendere qualunque altro tipo di fuoco; utilizzare mine o fuochi d’artificio; fare uso di macchinari a fiamma o elettrici per tagliare metalli; usare motori (ad eccezione di quelli autorizzati), fornelli o inceneritori; gettare mozziconi a terra; sostare o transitare con veicoli a motore all’interno di zone boschive o comunque non asfaltate.
Ma oltre ai divieti, il sindaco ha disposto degli obblighi per chi possiede aree che confinano con strade, boschi, abitazioni, strutture turistiche e industriali, di operare:
– rimozione dai terreni, per una fascia non inferiore a 50 metri dalle strade e dai complessi edificati, ogni residuo vegerale o qualsiasi materiale che possa favorire l’innesco di incendi e la propagazione del fuoco;
– decespugliamento laterale lungo le strade per una fascia variabile tra i 5 ed i 50 metri;
– decespugliamento laterale lungo il perimetro di aree boscate;
Infine, i concessionari di impianto GPL o gasolio in serbatoi fissi, sia pubblici che domestici, devono rimuovere la vegetazione nelle aree che circondano gli impianti per un raggio di almeno 6 metri.
Il documento continua indicando le sanzioni per coloro che non rispetteranno le disposizioni, i quali subiranno multe che vanno da 1032 € fino a raggiungere i 10.329 €.


