Sembra ieri ed invece gli anni trascorsi sono tantissimi. Forse trenta, forse di più.
Antonio Amore, al secolo mast’Antonio, con molta discrezione e nel rispetto del ruolo che nella nostra società di calcio si era ritagliato, ci seguiva con grande attenzione e dedizione, anche sacrificando il suo lavoro di artigiano del legno.
Del legno egli era un conoscitore esperto ed una mano abile, uno dei pochi del settore ad esser passato dalla vecchia bottega alla piccola industria del legno che difatti impiantò in alcuni locali di proprietà di via Aldo Moro.
Un impareggiabile tifoso del Napoli e un gran devoto di San Sabino.
Alla guida della sua vecchia auto che riempiva fino all’inverosimile ci accompagnava e ci proteggeva sui campi di calcio della provincia e talvolta anche oltre. Era il nostro primo tifoso in un’epoca in cui la città, alle prese con la ricostruzione, era anche calcisticamente divisa.
Erano infatti due le società di calcio, una idealmente vicina alla Democrazia Cristiana ed un’altra al Partito Comunista Italiano. Con noi in squadra, nella linea di centrocampo, il figlio Sabino, anche lui come il papà con una smisurata passione per il Napoli.
Il ricordo di Antonio Amore si lega inevitabilmente pure a quello del talentuoso Edoardo Oliva, scomparso da pochi anni. Loro due, e naturalmente Carmine Bagnara, rappresentavano i nostri punti di riferimento.
Mentre sta per rinnovarsi la festività del Santo Patrono, Antonio Amore, un uomo buono e per bene, se ne va in silenzio e con la dignità che lo ha sempre contraddistinto.
Con lui indiscutibilmente se ne va un altro piccolo pezzo della storia buona di questa comunità.
Riposi in pace.


