Abellinum: buone intenzioni cattive maniere!
Il gruppo consiliare Noi Atripalda, nel prendere atto delle “buone intenzioni” del Ministero, avallate dal consigliere comunale delegato competente, circa la valorizzazione del Parco di Abellinum, registra che intanto lo stato dell’arte va in tutt’altra direzione:
- assenza di contratto di manutenzione del verde da gennaio 2018; i pochi tagli effettuati da allora, ovvero dalla scadenza del contratto (non rinnovato dal ministero alla ditta Ales) sono peraltro stati operati da ditte neanche qualificate alla manutenzione del verde di siti archeologici.
- assenza totale di manutenzione ai reperti archeologici che, inevitabilmente, risultano gravemente danneggiati e compromessi insieme agli affreschi sulle pareti della Domus;
- assenza di qualsivoglia misura di protezione del parco nei giorni di chiusura e negli orari notturni: sono numerose le segnalazioni di intrusi nell’area archeologica;
- impianto di allarme non funzionante da mesi al deposito di Abellinum, ove si custodiscono tra l’altro le importantissime epigrafi di Abellinum provenienti dalla Basilica Paleocristiana di Capo la Torre;
- ai fruitori del parco non sono garantite le condizioni di sicurezza previste dalla legge dal momento che vi è assenza assoluta di qualsiasi tipo di manutenzione, sia ordinaria che straordinaria;
- non è dato sapere se i lavori del I Lotto Parco di Abellinum – cofinanziati per un importo di circa 140.000 anche dal comune di Atripalda – possono dirsi conclusi e collaudati;
- la Basilica Paleocristiana di Capo la Torre è abbandonata al degrado totale; rifiuti di ogni genere all’interno del sito, illuminazione serale e notturna non più funzionante, paratie divelte in diversi punti. Le murature e le tombe in stato di collabenza e gravemente danneggiate.
L’elenco potrebbe pure continuare. Solo per esempio e per dare la misura di quanto (non) stia a cuore il rilancio di Abellinum alla Soprintendente, ai suoi funzionari archeologici ed agli attuali amministratori, ricordiamo che lo scorso anno, a partire dai primi giorni di agosto, il parco è restato chiuso al pubblico per tutto il periodo feriale (per assenza di personale?).
E questo senza neanche apporre lo straccio di un avviso. Per non parlare, poi, della Dogana chiusa e ormai sottratta all’uso pubblico.
Insomma, la valorizzazione del patrimonio storico – culturale ad Atripalda costituisce applicazione del detto “le chiacchiere stanno a mille mentre i fatti sono a zero” perché, al di là di una convenzione utile a pochi, l’unica cosa che in questo momento si può affermare senza tema di smentita alcuna è che l’azione di tutela dei beni archeologici è INESISTENTE e che il patrimonio artistico della nostra città è a forte rischio.
Alcuni danni, infatti, già cagionati dall’incuria, sono ormai irreversibili.
A nulla è servita una denuncia pubblica del nostro gruppo sullo stato di degrado di Abellinum. Altro che rilancio.
Si operi innanzitutto la TUTELA, altrimenti le “cattive maniere” ci costringeranno a spostar l’attenzione in altre sedi.


